Andanda Yoga: Una via universale

L’Ananda Yoga è uno stile specifico dell’Hatha Yoga, una delle tradizioni più antiche e diffuse in Occidente. Un breve viaggio nel tempo per capire le sue origini e le sue specificità

A cura di Jayadev Jaerscky e Valeria Nandini Cerri* 15 May 2017
Andanda Yoga: Una via universale

Innanzitutto facciamo un passo indietro, al 1948, un periodo in cui lo yoga e la meditazione erano ancora sconosciuti ed estranei alla nostra società occidentale. In quell’anno in California, il giovane Swami Kriyananda, all’epoca Donald Walters, giunse al grande maestro Paramhansa Yogananda, divenuto famoso attraverso il suo libro Autobiografia di uno yogi. Yogananda fu il primo maestro indiano a vivere permanentemente in Occidente e compì un grande lavoro per rendere lo yoga e la meditazione accettati fra gli occidentali. Il Maestro accolse il giovane Donald come discepolo e gli diede presto incarichi importanti, come quello di insegnante e istruttore di Kriya Yoga. In verità, Kriyananda non poteva certo vantarsi di grande capacità nell’esecuzione delle posizioni yoga (asana), ma in presenza di un Maestro possono accadere miracoli. Così successe che un giorno, davanti a Yogananda, improvvisamente riuscì a eseguire alcuni asana con estrema facilità, flessibilità e perfezione. Da allora in poi fu soprannominato “l’esperto dello yoga”.
Sulla base degli insegnamenti di Yogananda, Kriyananda, sul finire degli anni sessanta, fondò l’Ananda Yoga, un approccio davvero unico al classico Hatha Yoga, che non solo si prende cura dei processi fisiologici, ma raggiunge il livello mentale, emozionale e spirituale tramite l’uso di affermazioni ed esercizi di ricarica energetica per elevare la coscienza. 
Ananda Yoga è una via universale di elevazione interiore, un sentiero  pratico e scientifico per tutti coloro che cercano la realizzazione del Sé, attraverso una trasformazione sana del corpo, della mente e dell’anima.
Lo strumento principale con cui si lavora nell’Ananda Yoga è il prana (l’energia vitale): si impara come sentire il prana, come aumentarlo, come dirigerlo nel corpo e come ritirarlo nella profondità interiore. Il prana è una chiave essenziale per il benessere fisico, mentale e spirituale. Se lo yogi (il praticante yoga) impara a padroneggiare il prana e riesce a ritirarlo dai sensi, dalla superficie del corpo, e a dirigerlo verso l’alto (verso l’occhio spirituale), risulta automaticamente un’elevazione della coscienza, fino a sperimentare il vero “yoga”, ovvero l’Unione con l’Infinito.
Proponiamo qui di seguito una mini pratica, per poter familiarizzare con lo stile Ananda Yoga. 

ESERCIZI DI RICARICA
La prima tecnica proviene dagli “Esercizi di ricarica” di Paramhansa Yogananda, il suo contributo speciale alla scienza yogica, un metodo specifico per aumentare il flusso dell’energia in noi. Nella terminologia yogica si chiama prana-dharana: la “concentrazione sul prana”, inviandolo in qualunque parte del corpo per guarirlo e mantenerlo in buona salute. Praticando gli esercizi di ricarica, puoi imparare a inviare l’energia a volontà in qualsiasi parte del corpo, e ritirarla quando vuoi, per ottenere una profonda interiorizzazione e un vero rilassamento.
Ricarica delle 20 parti del corpo. Queste le modalità di esecuzione:
1) in piedi, in posizione eretta, inspira lentamente, tendendo gradatamente tutto il corpo (con tensione bassa, media, alta) fino a sentirlo vibrare. Volgi lo sguardo in alto tra le sopracciglia e con concentrazione senti l’energia che fluisce nel corpo attraverso il midollo allungato. Mantieni la tensione per alcuni momenti e riempi consapevolmente tutto il corpo di energia. 
Poi espira e lentamente rilassati (passando da una tensione media, a una bassa, a un rilassamento completo), sentendo l’energia che si ritira dalle parti del corpo. 
2) Applicando gli stessi principi (guardando all’occhio spirituale e sentendo l’energia che entra dal midollo allungato) ora tendi, una alla volta, le 20 parti del corpo, con tensione bassa, media, alta, fino a far vibrare i muscoli. Poi rilassa: tensione media, bassa, completo rilassamento. Comincia tendendo il piede sinistro, poi il piede destro; polpaccio sinistro, polpaccio destro; coscia sinistra, coscia destra; gluteo sinistro, gluteo destro; addome, stomaco; avambraccio sinistro, avambraccio destro; parte alta del braccio sinistro, parte alta del braccio destro; pettorale sinistro, pettorale destro; parte sinistra del collo, parte destra; gola, nuca (non tendere il collo con forza, è sufficiente una tensione media).

ASANA
Ogni asana ha un determinato effetto sui movimenti energetici nel corpo. Ecco quindi un suggerimento per la nostra pratica di yoga: in ogni asana, prova a sentire dietro ai muscoli un flusso di prana. Quando pratichi le posizioni, specialmente quelle in cui allunghi il corpo o lo tieni in tensione, prova a dirigere consapevolmente energia verso le parti coinvolte. Percepisci l’energia non come tua, ma come un flusso proveniente dal cosmo. Questo flusso può anche essere usato per eliminare i blocchi di energia, ovvero le tensioni fisiche. Mettici tutta l’attenzione. Se riesci a percepire questo flusso di energia, congratulazioni! 
Virabhadrasana II - Posizione del guerriero. Dalla posizione in piedi apri le gambe. Gira a 90° il piede sinistro; quando pieghi il ginocchio sinistro, il femore (l’osso della coscia) dovrebbe puntare nella direzione delle dita del piede sinistro. 
Se per avere questo allineamento hai bisogno di ruotare la parte destra del bacino, gira il piede destro all’interno abbastanza per allineare il ginocchio destro con le dita del piede (per controllare quest’ultimo allineamento piega leggermente il ginocchio destro e poi riallungalo tornando nella posizione). Inspira e allungati nella spina dorsale, espira e pieghi il ginocchio sinistro portandolo al di sopra della caviglia sinistra in un affondo laterale, il petto rivolto in avanti. Mantieni le anche alla stessa altezza, la spina dorsale è verticale e le spalle sono rilassate, lontane dalle orecchie.
Inspira e apri le braccia in linea orizzontale, i palmi delle mani sono rivolti in alto, distenditi dalle punte delle dita delle mani. Espira e rilassa le spalle, tenendo le braccia orizzontali. Inspira e allunga il collo e porta il mento all’indentro, poi espira e ruota la testa a guardare il braccio sinistro disteso. Mantieni la posizione e respira profondamente. 
Tieni la spina dorsale allungata, le spalle rilassate. Afferma: “Manifesto con gioia il potere di Dio”.
Per uscire dalla posizione, inspira e distendi il ginocchio sinistro, poi ruota la testa nuovamente al centro. Una volta che sei diritto, gira entrambi i piedi in avanti e allunga le braccia aprendo il petto e le spalle. Espira e riposa le braccia ai lati, riportati alla posizione iniziale. Fai una pausa per integrare gli effetti della posizione, poi ripeti dall’altro lato.
Savasana - Rilassamento profondo. Sdraiati sul dorso e distendi le gambe divaricate. I piedi si aprano verso l’esterno. Allontana le spalle dalle orecchie. I palmi delle mani sono rivolti verso l’alto, le braccia lontane dal corpo. La nuca è rilassata. Fai respiri lenti e profondi: inspira la calma, poi rilassati più profondamente con l’espirazione. Rivolgi lo sguardo a occhi chiusi verso l’occhio spirituale, tra le sopracciglia per rimanere in uno stato interiore elevato. Rimani nella posizione per almeno 5 minuti.

MEDITAZIONE
Secondo gli insegnamenti dello yoga, l’uomo che vuole davvero conoscere il completo appagamento interiore deve innalzare l’energia del proprio corpo lungo la spina dorsale, verso il cervello, piuttosto che  verso un milione di altre false direzioni. Uno degli scopi dell’Ananda Yoga è proprio quello di mantenere la corrente di energia interiore diretta verso la parte superiore del corpo, verso l’occhio spirituale. Così, un po’ alla volta, cresce il nostro paradiso interiore, portandoci fino al samadhi, l’estasi. 
Tecnica  di meditazione. Siediti diritto. Rilassa consapevolmente il corpo. Stacca la mente dal mondo. Alza lo sguardo all’occhio spirituale tra le sopracciglia. Visualizza lì una luce e sentiti in contatto con una realtà sottile, superiore. Rimani in questo stato per alcuni minuti, e sperimenta il tuo paradiso interiore che si espande.
Torniamo al nostro viaggio nel tempo e facciamo un ultimo passo avanti, a 50 anni da oggi. Cosa vediamo? Possiamo solo immaginare: cerchiamo di visualizzare una popolazione in cui i principi dello yoga vengono praticati ovunque, con grande gioia e maestria. Vediamo un popolo sano, rilassato, in armonia con sé stesso con la natura e con il Creatore, in tutta libertà. Ce lo auguriamo!

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