Vincere le insicurezze, affrontare le sfide

Gli esercizi più veloci ed efficaci della tradizione millenaria del Kundalini Yoga, come insegnato da Yogi Bhajan

A cura di Sotantar Singh Khalsa 15 May 2017
Vincere le insicurezze, affrontare le sfide

Il Kundalini Yoga è una disciplina che si differenza dagli altri yoga per due ragioni fondamentali: la mappa dei dieci corpi e la velocità degli effetti.

I dieci corpi
La mappa dei dieci corpi descrive l’essere umano in funzione della sua anima, delle sue tre menti funzionali, del corpo fisico e dei cinque corpi sottili: aureola, aura, corpo pranico, corpo sottile e corpo radiante.
I kriya del Kundalini Yoga sono stati creati per sviluppare ed equilibrare questi dieci corpi. Per scegliere gli esercizi più adatti, tra le centinaia lasciati dal Maestro, gli insegnanti si avvalgono spesso anche della numerologia applicata: lo studio della data di nascita, che permette di comprendere quali fra i dieci corpi sono i punti di forza del praticante e quali hanno bisogno di maggior attenzione, sviluppo e correzione.
Per uno schema dei dieci corpi e per maggiori informazioni sulle caratteristiche emergenti dalla vostra data di nascita consultate il link
www.ilgiardinoblu.it/yoga10corpi.
Secondo la mappa dei dieci corpi, i kriya che potete imparare in queste pagine sviluppano diverse facoltà e rafforzano direttamente alcuni corpi. Vediamo quali.
Il primo kriya, per le “difficoltà immaginarie”, agisce pienamente su:
•    il terzo corpo: la mente positiva, cioè la capacità di affrontare gli ostacoli con sufficiente autostima e volontà per risolverli,
•    l’ottavo corpo: il corpo pranico, serbatoio di forza vitale, energia di guarigione e potere personale di trasformazione.
Il secondo kriya, per affrontare le sfide del futuro, ha un impatto su:
•    il sesto corpo: l’aureola o linea d’arco che ci conferisce la capacità di rimanere concentrati e stabili mentre siamo impegnati a realizzare un obiettivo,
•    il settimo corpo: l’aura, che ci permette di essere flessibili e aggraziati nei momenti più difficili, illuminando i lati oscuri della nostra mente, così come quelli delle situazioni e delle persone
   che incontriamo.

LA VELOCITÀ DEGLI EFFETTI
Per quanto concerne i tempi di risposta o “resa” della pratica, una seconda fondamentale differenza tra il Kundalini Yoga e quasi tutti gli altri yoga tradizionali risiede nel fatto che questi prevedono, nell’approccio classico, una rivoluzione profonda delle abitudini della persona che, per chi è inserito nello stile di vita e nei ritmi della società occidentale, è molto complesso o impossibile da attuare.
Oltre a intraprendere una dieta vegetariana (scelta condivisa da ogni disciplina yogica), un praticante di altre scuole tradizionali di Yoga dovrebbe esercitarsi 3/6 ore al giorno per avere degli effetti significativi in tempi brevi.
La differenza è in questo: all’interno della vasta disciplina del Kundalini Yoga esistono esercizi che, compiuti correttamente, possono modificare profondamente il nostro stato psicofisico in meno di 10 minuti.
Certo, l’uso che farete del vostro benessere è una questione che va affrontata nel tempo, ma se unite alla pratica un’attitudine di gratitudine, l’unione delle due cose vi garantirà dal primo giorno salute, equilibrio, prosperità e realizzazione.

RAPIDO SI, MA PERCHÈ ?
Per capire meglio come è possibile ottenere degli effetti rapidi in così breve tempo bisogna osservare che, nel Kundalini Yoga insegnato da Yogi Bahjan, ogni kriya contiene una particolare combinazione completa di tecniche.
Kriya significa azione completa. L’uso combinato di postura, respiro, mantra, visualizzazione, mudra (posizione e movimento delle mani) e dribshti (posizione degli occhi) pone il corpo in uno stato specifico e induce degli effetti certi su tutti i piani dell’essere.
Spesso negli altri yoga queste tecniche si usano separatamente.
Qui vengono usate insieme per stimolare il corpo (e conseguentemente la mente) a far interagire i meridiani e sbloccarli, proprio grazie a quella specifica azione combinata.
Il risultato finale è sempre sensibile: si recupera rapidamente lucidità, tonicità del corpo e buonumore, spesso già dai primi esercizi praticati.

LA PRATICA
I kriya che presentiamo in queste pagine sono composti da tre esercizi di tre minuti. Sono stati pensati per le persone con poco tempo libero e sono una tecnologia rimasta segreta per migliaia di anni. Usatela con attenzione!
In nove minuti sentirete la chimica del corpo modificarsi e la vostra mente accedere a uno stato più libero, efficiente e creativo. Per un effetto duraturo potete praticare uno dei due kriya o entrambi per 40, 90 o 120 giorni. Vi ricordiamo che in 40 giorni di pratica consecutiva è possibile demolire una convinzione negativa e bloccante presente nel vostro subconscio. In 90 giorni ne creerete una positiva, alternativa a quella abbandonata. In 120 stabilizzerete la convinzione positiva creata.
Per quanto riguarda questi esercizi, vi raccomandiamo di eseguire le tecniche esattamente nei tempi indicati, senza andare oltre, e di leggere con attenzione tutte le istruzioni.
Per favore, non tralasciate di usare i mantra di apertura e chiusura della classe, che vi aiutano a connettervi ai gradi più alti della vostra consapevolezza e a creare la giusta attitudine.
Il mantra di apertura è Ong Namo, Guru Dev Namo. Va cantato tre volte con le mani unite davanti al petto nel mudra della preghiera. La vibrazione della prima parola, Ong, andrebbe sentita nella testa e nella pancia contemporaneamente.
(Per un ascolto del mantra potete cliccare www.bit.ly/OngNamo11)
Il mantra di chiusura è Saaat Nam. Anche questo va ripetuto tre volte con le mani unite davanti al petto nel mudra della preghiera prolungando la a di Sat per un tempo che va da 3 a 10 secondi. È un suono che dovrebbe vibrare nel cuore.
Se avete bisogno di un consiglio, di un aiuto video o di qualsiasi altro supporto utile a sostenervi nel perfezionamento della pratica, fatene richiesta all’indirizzo email segnalato in fondo all’articolo, saremo felici di rispondervi.

Primo kriya - tre esercizi da tre minuti. Conquistare le incapacità immaginarie
“Ogni incapacità è immaginaria. Ogni conquista è un esperienza. Questo kriya sviluppa il nostro coraggio umano per superare le nostre incapacità originarie”. (Yogi Bhajan)
1° Esercizio
Sedetevi con le gambe incrociate mantenendo la schiena dritta. Piegate i gomiti portando le mani e gli avambracci all’altezza delle spalle con i palmi rivolti in avanti. Ruotando i polsi, girate le mani verso il corpo chiudendo i pugni, con il pollice sopra le altre dita, quindi riportatele alla posizione di partenza riaprendo le dita. Il movimento è veloce associato al respiro che ora descriveremo.
Con la bocca formate una “O” larga e respirate velocemente, contraendo l’ombelico su ogni espirazione (questo respiro viene chiamato il respiro del cane ansimante). Chiudete gli occhi per nove decimi e guardate la punta del naso dalla piccola fessura aperta delle vostre palpebre.
Continuate per 3 minuti il movimento  di aprire e chiudere le mani mentre ruotano al ritmo del respiro. Per finire, inspirate stringete le vostre mani in pugni e contraete ogni muscolo del vostro corpo. Mantenete per 20 secondi quindi espirate. Ripetete per altre due volte.

2° Esercizio
Comincia a spingere alternamente con le mani come se stessi allontanando qualcosa da te con i palmi perpendicolari alla terra. Mentre una braccio si muove in avanti, l’altro ritorna al vostro fianco. Le mani sono all’altezza del petto, il movimento è rapido e va fatto con vigore. Lasciate che sia la parte inferiore del palmo a condurre il movimento, creando così uno stiramento sul polso.
Il respiro è uguale all’esercizio precedente, rapido attraverso la bocca a forma di “O” e il movimento delle braccia segue il ritmo del respiro.
Per finire, ispirate nella posizione in cui vi trovate, con un braccio teso e l’altro al vostro fianco, contraete tutti i muscoli del corpo, mantenete per 20 secondi, espirate. Inspirate, invertite la posizione delle braccia e mantenete per 20 secondi, espirate. Ripetete ancora una volta alternando di nuovo la posizione delle braccia.

3° Esercizio
Aprite ampiamente le braccia con i gomiti leggermente piegati e le dita aperte. Muovete le braccia in cerchi come se steste sollevando qualcosa e lanciandolo verso l’alto, continuando a coordinare il movimento e il respiro con la bocca a “O”.
Muovete con vigore per 3 minuti. Questo dà beneficio al cuore.

Per finire: inspirate, tirate fuori la lingua dalla bocca stirandola più possibile, trattenete l’aria dentro per 15-20 secondi tendendo l’intero corpo, ogni muscolo, al punto di farlo scuotere per la tensione. Espirate. Ripetete la sequenza altre due volte.

Secondo kriya - tre esercizi da tre minuti. Affrontare le sfide del domani
“Fantasia e rabbia distruggono completamente il corpo umano. La tolleranza è il più grande valore dell’essere umano”. (Yogi Bhajan)
1° Esercizio
Sedetevi a gambe incrociate con la schiena dritta e rilassata. Stendete le braccia verso l’esterno tenendole parallele alla terra con i palmi delle mani rivolti verso il basso. Portate gli avambracci in avanti creando così un angolo retto con i gomiti. Nel farlo, dovreste sentirete uno stiramento sotto le ascelle: questo significa che state entrando nella posizione corretta. Chiudete gli occhi e, ad occhi chiusi, guardate la punta del vostro mento. Respirate lento e e profondo attraverso il naso. Ricordatevi di mantenere una postura dritta con il torace in fuori ed il mento in dentro. Continuate per 3 minuti.

2° Esercizio
Mantenendo la stessa posizione, ruotate i palmi verso il cielo quanto più vi è possibile, con i pollici verso l’esterno. Sentirete tirare i polsi, ma insistete e cercate di girare le vostre mani il più possibile verso l’alto. Continuate a respirare lento e profondo, sempre guardando il vostro mento attraverso gli occhi chiusi per 3 minuti.

3° Esercizio
Adesso ruotate i palmi comodamente verso l’esterno, con i pollici verso il basso.Mantenete le spalle nella stessa posizione, con gli avambracci paralleli a terra, continuando a respirare lungo e profondo. Durante tutti gli esercizi gli occhi rimangono chiusi rivolgendo lo sguardo sulla punta del mento dall’interno. Continuate in questa posizione per altri 3 minuti.
Per completare il kriya, inspirate e trattenete l’aria contraendo tutti i muscoli del corpo. Trattenete, contraete ancora un po’ ed espirate. Ripetete l’inspirazione, la ritenzione del respiro e la contrazione per altre 2 volte e poi rilassatevi, se ne sentiste il bisogno anche sdraiandovi a terra per 2-3 minuti. Relax.

Per qualsiasi informazione scrivete a:
sotantar@gmail.com

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