Cielo, Terra e Uomo negli ambienti

Che cosa hanno in comune un gatto spaventato che si rintana sotto un mobile, la costruzione del caveau di una banca e un massaggiatore che chiude la porta e abbassa le luci prima di iniziare a lavorare su un cliente? Semplice: la ricerca di quello che nel Feng Shui viene chiamato Qi terrestre

A cura di Lorenzo Durand 12 Apr 2017
Cielo, Terra e Uomo negli ambienti

La triade Cielo-Terra-Uomo (Tien-Ti-Ren) è uno dei tratti più fondamentali della cultura cinese, ed è alla base di parecchie discipline. Molti lo intendono come un inerte sfondo teorico, un concetto metafisico senza applicazioni dirette nella pratica. Nel Feng Shui le cose stanno diversamente: le qualità del Qi celeste, Qi terrestre e Qi umano formano uno degli strumenti più utili in ogni fase della pratica.
Ma cosa significano questi termini in concreto? Partiamo da un esempio materiale: gli apporti dell’ambiente alla vita di un albero. Sappiamo che un albero, per vivere, ha bisogno sia di terra e acqua, che assorbe dalle radici, sia di aria e luce, che capta grazie alle foglie. La terra è ciò che gli fornisce la materia prima del nutrimento, ma le energie che gli permettono di trasformare quel nutrimento e assorbirlo (cioè l’aria e la luce solare) proviene dall’atmosfera.
Ora proviamo a fare un esperimento mentale e immaginiamo di poter sradicare l’intero albero. Quanto potrebbe resistere senza terra e acqua a nutrirlo?
E cosa succederebbe se, invece, potessimo isolare l’albero sotto un’enorme campana di vetro nero completamente opaco, privandolo totalmente dell’aria e della luce? Anche con le radici ancora piantate, quanto potrebbe resistere in questo caso? Resisterebbe più o meno che se venisse sradicato?
La risposta, per molti sorprendente, è che l’albero, e le piante in generale, resistono molto meno se private di aria e luce che non quando vengono semplicemente sradicate: il Qi celeste è più “rarefatto” del Qi terrestre, ma la sua azione è più rapida.

STUDIO DELLA NATURA
Questo semplice esempio ci dice già molto. Da una parte abbiamo forze attivanti, che agiscono rapidamente, e sono in continuo movimento (movimenti astronomici e fenomeni atmosferici). Dall’altra, abbiamo una forza che sostiene e nutre, agisce lentamente, e rimane stabile nel tempo (la terra in cui l’albero è radicato rimane salda al suo posto).
Dall’alto, abbiamo un apporto alla vitalità che si presenta come chiaro e quasi immateriale, “sottile”; dal basso, ci sorregge una materia solida, scura e densa. Il Qi umano è ciò che si trova “nel mezzo”, l’antenna, che risulta dall’unione dei primi due e costituisce una sorta di mediatore tra di essi. Nell’esempio, è rappresentato dal tronco dell’albero, che connette la chioma alle radici.
Il Qi umano è più che un tramite però: è ciò che è peculiare della specie umana, come l’autocoscienza o la capacità di comunicare tramite i simboli complessi che formano il linguaggio. Il Qi umano, quindi, è ciò che rende possibile la cultura e lo sviluppo di relazioni e scambi di ogni tipo.
Prima che essere studio dello spazio, il Feng Shui è studio della natura; e le qualità di Tien-Ti-Ren si ritrovano in tutto il mondo naturale, a partire dall’essere umano.
Nel corpo, il ventre e la parte inferiore (che comprende gli organi sessuali) sono associate al Qi terrestre, la parte centrale (il cuore) al Qi umano, la parte superiore e il capo (il cervello) al Qi celeste. È facile vedere che questi tre livelli corrispondono:  
- alla funzione istintiva, legata all’esistenza sul piano materiale (sopravvivenza, nutrimento, riproduzione),
- alla funzione emotiva,
- alla funzione mentale e spirituale, la volontà cosciente.
Un rapido sguardo al sistema dei chakra rivelerà evidenti corrispondenze.

FASI VITALI, QI  ED EDIFICI
Anche le fasi vitali possono essere divise in modo simile. Quando riceviamo la stimolazione del Qi celeste, e in particolare della luce solare, la mente e il corpo si mettono in moto per interagire attivamente con l’ambiente, mentre il sostegno del Qi terrestre (spazi protetti, superfici morbide e avvolgenti) permette alla mente di allentare la vigilanza e al corpo di rigenerarsi.
Vogliamo provare con gli edifici?  Ogni edificio ha fondamenta e mura di Qi terrestre, delle finestre e un tetto che lo mettono in contatto con il Qi celeste, e varchi e passaggi (porte, cancelli) da cui penetra il Qi umano (le persone!).
Più in generale, a livello spaziale si parla di Qi celeste quando vi è una forte percezione dei cicli astronomici (in particolare del ritmo giorno-notte) e degli elementi atmosferici, insomma: quando uno spazio è molto aperto. Questo vale sia per gli interni (una grande stanza con ampie vetrate), sia per gli esterni (la cima di un monte ha più Qi celeste del sottobosco!).
Si parla invece di Qi terrestre quando l’ambiente è contenuto, protetto, anche al punto di essere completamente isolato dall’esterno. Una stanza con finestre piccole affacciata su un muro distante pochi metri porta un’informazione di Qi terrestre, e un locale interrato o un tunnel hanno un Qi terrestre estremo.
Si noti che nei locali con forte Qi celeste si percepirà molta più variazione durante le diverse ore del giorno, mentre in un seminterrato l’atmosfera appare di gran lunga più monotona, e quindi più rassicurante, ma meno stimolante, più “soporifera”.

CIELO E TERRA: OPPOSTI COMPLEMENTARI
Ogni edificio, per il fatto stesso di creare un interno - un microclima artificiale sotto il nostro controllo  - costituisce un Qi terrestre rispetto all’esterno. Viceversa, l’esposizione alle intemperie, al rischio di essere attaccati da animali o altri esseri umani, è lo stimolo di Qi celeste all’origine dell’abitazione stessa: l’essere umano crea una “tana” fuori dalla quale chiudere tutto ciò che è pericoloso o logorante.
Ciò avviene anche a livello psicologico, basti pensare a una persona che “si chiude in casa” in seguito a una delusione d’amore, o al famoso gatto che si rintana sotto il letto dopo uno spavento. La casa è come un “utero” in cui torniamo a chiuderci per rigenerarci periodicamente, ma se vi restiamo chiusi troppo a lungo, corpo e psiche si indeboliscono per mancanza di stimoli. Ad esempio, una carenza prolungata di luce solare causa una deficienza di vitamina D, alla base di molti disturbi.
In questo senso, il Qi terrestre è analogo alla funzione materna (cura e supporto), il Qi celeste è analogo alla funzione paterna (motivazione, definizione dei limiti). Più in generale, si considerano Qi celeste le forze maschili, fecondanti, attivanti, dall’azione rapida, il cui eccesso è stressante.
Si considerano Qi terrestre le forze femminili, nutrienti, che aiutano la rigenerazione dell’organismo, che agiscono lentamente e che in eccesso risultano debilitanti.
Come può esserci utile tutto questo? È semplice: modulando il livello di Qi celeste, terrestre e umano all’interno di un ambiente possiamo renderlo molto più appropriato all’attività che vi si svolge, e a chi ne fa uso!
Gli ambienti caratterizzati da forte Qi terrestre, ad esempio, sono adatti a strutture legate alla protezione e alla conservazione, come banche, biblioteche, archivi, musei di antichità, e tutti quegli ambienti in cui l’idea è quella di “ritirarsi” dal mondo esterno, come una camera da letto o una sala da lettura.
I luoghi di lavoro il cui successo dipende da un forte afflusso di persone non possono prescindere da un buon Qi umano: bisognerà quindi prestare molta attenzione al posizionamento degli ingressi e ai percorsi che ad essi conducono. Nel caso delle abitazioni, la situazione del Qi umano all’esterno dell’edificio influisce su come gli abitanti entrano in relazione con le altre persone, sulla loro socialità.
Infine, le attività che necessitano di creatività, inventiva, vivacità mentale, motivazione, frequenti contatti con l’esterno e così via, non possono prescindere da un buon apporto di Qi celeste. Provate a organizzare una campagna di marketing da un sotterraneo...

BILANCIARE GLI IMPULSI
La maggior parte delle funzioni richiede il bilanciamento di diversi impulsi: ad esempio, le aule di un asilo non possono essere troppo grandi (eccesso di Qi celeste) per evitare di far sentire sperduti i piccoli, ma devono anche far entrare aria e luce per mantenerli attivi e allegri.
Un ufficio in cui vengono svolte mansioni ripetitive e definite da un’autorità esterna non ha bisogno di essere particolarmente stimolante, anzi, troppi stimoli potrebbero distrarre dal compito. Viceversa, uno studio in cui si svolgono attività creative, che richiedono iniziativa e ingegno, dovrebbe consentire una viva percezione dell’esterno.
Molti lettori si chiederanno come un esperto di massaggio possa applicare questi principi nel suo lavoro. L’ideale per facilitare il rilassamento del corpo è creare un ambiente che “abbraccia” la persona, isolandola temporaneamente dall’esterno, dai suoi ritmi frenetici e le sue preoccupazioni. Qi terrestre è lentezza, protezione, discesa nel proprio interno: sarà utile ridurre al minimo e/o mascherare i rumori provenienti dall’esterno, evitare la luce troppo forte, e soprattutto dare continuità alle condizioni ambientali, ad esempio evitando suoni improvvisi, come telefoni che suonano nella stanza accanto.
Attenzione però: se la sessione di massaggio è collegata a una lezione teorica, quest’ultima richiede attenzione e attività mentale, quindi anche un ambiente molto più ricco di Qi celeste! L’ideale, quindi, è disporre di uno spazio dove l’atmosfera può essere modulata facilmente con tende, lampade, impianto stereo, cuscini e tende imbottite per attutire i suoni. Un utile esercizio per chi vuole migliorare la capacità di riconoscere le tre qualità del Qi può essere quello di esercitarsi cercando i tre livelli negli oggetti ed eventi quotidiani in modo analogico.
Così: il computer è composto da una torre stabile e chiusa, al cui interno è nascosta la macchina (Qi terrestre), da un monitor su cui si muovono continuamente le immagini che esteriorizzano i processi interni (Qi celeste), più la tastiera e il mouse che servono da tramite linguistico tra la macchina e l’operatore (Qi umano).

DBN Magazine Partner

Articoli correlati

  • Cielo, Terra e Uomo negli ambienti Alla scoperta dei chakra

    Forti di una tradizione antica di quattromila anni, i chakra possono guidarci nella ricerca dell’equilibrio interiore. Sette i principali, localizzati sulla linea mediana del corpo. Ognuno si associa a un colore, a un elemento, a una caratteristica della persona 

  • Cielo, Terra e Uomo negli ambienti Un’esperienza straordinaria

    Ratna è il gioiello, il cuore più intimo ed essenziale dello Yoga. Un percorso dentro la pratica che conduce alla nostra essenza, che coinvolge completamente le nostre forze, verifica le nostre intenzioni, conduce là dove si trova la nostra umanità e il nostro spirito senza porre altri limiti oltre a quelli che poniamo noi stessi

  • Cielo, Terra e Uomo negli ambienti Uno stato dell’essere

    La meditazione passa attraverso diverse tecniche, e gradualmente diventa una condizione che ci accompagna nella vita di tutti i giorni. È a questo punto che essa serve davvero, quando si instaura un livello di consapevolezza che insegna a essere testimoni di ciò che ci accade

Contatti

Via Taormina, 11 - 20159 Milano
Mobile: 3927293728

Resta in contatto:

Informazioni:

Copyright © NaturalMag. Tutti i dirittti sono riservati.
E' vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione della casa editrice.
Designed by Movie&Web