Le forme dell’ambiente e la loro influenza

Uno degli aspetti più noti e discussi del Feng Shui è l’influenza delle forme presenti nel nostro spazio, o meglio, delle sensazioni che tali forme ci inducono. Vi sono due grandi “classi” di forme o sensazioni: lo Sha Qi, o “soffio tagliente”, e il Si Qi, o “energia stagnante”

A cura dell’Associazione Italiana Chue Style Feng Shui 11 Apr 2017
Le forme dell’ambiente e la loro influenza

Che cos’è uno Sha Qi? Uno Sha Qi è un elemento dell’ambiente che fa suonare nel nostro corpo un campanello di allarme. Se parliamo di ambienti ad uso abitativo o lavorativo, cioè ambienti in cui ci tratteniamo per molte ore tutti i giorni, la reazione di allarme diventa cronica, con effetti irritanti e logoranti sull’organismo.
Uno Sha Qi si può formare in diversi modi. Uno dei più comuni, e dagli effetti più intensi, è che il bilanciamento delle forme piene e vuote sul territorio circostante all’edificio che occupiamo (o a una postazione fissa, come una scrivania) ci faccia sentire esposti o “puntati”, cioè su una “linea di fuoco”.
Nel loro ambiente naturale, i primi esseri umani erano costantemente minacciati dall’attacco di grandi predatori. Nel nostro codice genetico è radicata la sensibilità verso tutto ciò che rende un simile attacco più probabile e più facile da eseguire. Prima di poter attaccare la preda, un animale deve naturalmente avvistarla; più le forme circostanti facilitano questo ideale avvistamento, e più sono forti le reazioni istintive del nostro corpo.

VULNERABILITÀ
Ma che tipo di situazione spaziale ci fa sentire più vulnerabili? Ve ne sono di due tipi:
1. non vi sono intorno a noi forme che possono nasconderci alla vista. Ci troviamo in uno spazio troppo aperto, troppo vasto. Se entriamo nel raggio visivo di un predatore in caccia, non vi è nulla a fermare il suo sguardo, quindi il suo attacco. Non vi sono nell’ambiente elementi che ci possano offrire un riparo o un nascondiglio.
La reazione a questo primo tipo di situazione viene innescata, ad esempio, quando abitiamo una casa isolata in pianura, o addirittura sulla cima di una collina, cioè il punto più alto nelle immediate vicinanze: ognuno dei quattro lati sarà esposto agli sguardi di chi si trova a passare o abitare lì attorno.
Su scala più piccola, provate a pensare di dormire da soli in mezzo a un campo da basket. Non molto rilassante, vero? Anche una normale camera da letto può dare un effetto simile se è troppo grande, specialmente se anche le finestre sono ampie. Possiamo abituarci a questa situazione, ma sentendosi minacciato, il corpo manterrà sempre il sonno più leggero in caso di emergenza; nel tempo, questo può portare a problemi come stanchezza cronica, ridotta risposta immunitaria, invecchiamento precoce.
2. Ci troviamo sopra o in fondo a un lungo percorso rettilineo. La linea retta è il percorso più breve tra due punti. Un lungo percorso diritto non interrotto da ostacoli permette a chi si trova su di esso di avvistarci da grande distanza e raggiungerci rapidamente. Se proviamo a immaginare di trovarci in mezzo a una grande strada urbana con questa forma, la sensazione è di grande “attività”: istantaneamente, la nostra vigilanza aumenta, anche se la strada è completamente vuota. Quando invece ci troviamo su un percorso di questo tipo al volante di un’automobile, il nostro istinto è quello di accelerare: nessun ostacolo si oppone al nostro passaggio.  
Il percorso dritto, insomma, velocizza il transito, e trovarsi su di esso mette l’organismo in forte attività. Se la nostra abitazione si trova in fondo a una lunga strada dritta, riceve un cosiddetto “Sha di strade”. A seconda del punto della casa che viene “investito”, si manifesteranno effetti legati a diversi ambiti della vita, aree o funzioni del corpo, membri della famiglia, eccetera; ma tutti questi effetti saranno sempre effetti legati a un’eccessiva tensione, eccitabilità, irritazione, violenza, rapidità.
    
LA SENSAZIONE DI MINACCIA

Un secondo tipo di Sha Qi molto comune è quello in cui le forme circostanti creano nel corpo la pur vaga sensazione di un impatto imminente, o di un’arma rivolta contro di noi.
Rispetto all’edificio in cui viviamo o lavoriamo, questa sensazione può essere creata dagli spigoli di altri edifici, o da elementi architettonici di vario tipo, come ad esempio una grande insegna, o una cisterna che sembra “gravare” su di noi.
Su scala più piccola, effetti simili possono essere provocati da un lampadario dall’aspetto pesante appeso sopra il letto, così come da cornici inclinate, mensole, o semplicemente grandi mobili con gli spigoli rivolti verso la nostra postazione fissa (letto, scrivania, poltrona...).  
Più le forme “minacciose” sono grandi, più l’effetto è forte. Ad esempio, lo spigolo di un edificio più piccolo rivolto verso il nostro ci darà la sensazione di un fastidio gestibile, qualcosa che ci fa perdere tempo ed energie ma che non rappresenta una vera minaccia; un edificio grande quanto il nostro sarà molto più irritante, in quanto lo scontro avviene tra pari, e l’avversario è in posizione di vantaggio (è il suo spigolo rivolto verso di noi!). Un edificio molto più grande può avere effetti spettacolarmente negativi; è una situazione spesso legata a incidenti, disgrazie improvvise o gravi e ripetute violenze, psicologiche o fisiche.
Il fatto che le forme circostanti possano avere un effetto concreto sul corpo e sulla mente in assenza di contatto fisico genera spesso scetticismo, ed espone il Feng Shui all’accusa di superstizione. Ciò è abbastanza strano, perché tutti noi facciamo esperienza continua di reazioni psicofisiche molto concrete in assenza di contatto fisico. Se una macchina ci taglia improvvisamente la strada, il corpo reagisce in modo rapido e intenso molto prima di un eventuale contatto: l’organismo si attiva precisamente per evitare quel contatto! Se un malvivente ci minaccia con un’arma, corpo e mente vanno in grande agitazione, anche se l’arma non entra mai in contatto con il corpo. Perfino in assenza di forme tridimensionali o eventi reali, nel corpo possono scattare meccanismi di allarme i cui sintomi sono chiaramente percepibili, per esempio quando guardiamo un film horror o un thriller. La tensione sale.
Perché allora stupirsi se delle forme che rappresentano una potenziale minaccia innescano reazioni simili, benché più blande? Perché stupirsi se la tensione difensiva, divenendo cronica, genera effetti dannosi nel corpo e nella mente?
Poniamo, ad esempio, che io abbia un grosso lampadario che grava proprio all’altezza del punto dove si trovano i miei piedi quando dormo. La reazione naturale del corpo è di tendere i muscoli dei piedi e delle gambe in previsione di un impatto. Probabilmente quell’impatto non avverrà mai, ma questo il nostro corpo non lo sa. Nel tempo, la tensione diverrà cronica, e questo farà sì che i piedi siano meno irrorati dal flusso sanguigno, i tessuti meno ossigenati, che la mia sensibilità in quell’area si riduca, così come forza e flessibilità. Ovviamente, queste condizioni aumenteranno molto il rischio di patologie in quella zona, come pure di incidenti come storte, cadute eccetera.
A livello psicologico, potrò cominciare a sentire che la mia base è debole, che non riesco a “reggermi sulle mie gambe”, che c’è sempre qualcuno pronto a “farmi lo sgambetto”, a “mettermi i bastoni tra le ruote”, che perdo contatto con la realtà, cioè non riesco a tenere “i piedi per terra”, e così via.
    
COME SI RIMEDIA ALLO SHA QI?

In concreto, le situazioni sono così diverse che non è possibile dare regole valide in tutti i casi. Si può però definire un principio: lo Sha Qi è neutralizzato quando la forma che genera tensione è in qualche modo rimossa, mascherata, nascosta, o quando frappongo una barriera fisica tra me e lo Sha Qi che mi dia una sensazione di maggiore protezione e sicurezza.
Ad esempio, lo Sha Qi di una strada dritta che punta proprio contro la mia facciata può essere quanto meno attutito da una siepe. Lo spigolo di un’altra casa può essere essere bloccato da un albero. Un lampadario pesante sopra al letto può essere sostituito con un lampadario di carta. Uno spigolo o un lungo corridoio diretto proprio verso il retro della mia scrivania può essere contrastato con uno schienale molto alto e spesso.
Ogni medaglia ha il suo rovescio, ogni yang ha il suo yin, e lo yin dello Sha Qi è il Si Qi, o “energia malata”. Di cosa si tratta? Se lo Sha Qi è come un fuoco che ci brucia, il Si Qi è come una fiammella troppo debole che ci lascia al freddo e al buio. Abbiamo un Si Qi ogni qual volta degli elementi del nostro ambiente creano una sensazione di stagnazione o disgregazione, putrefazione.
    
RISTAGNO MATERIALE
Tali sensazioni possono essere generate da un ristagno materiale, ad esempio dalla presenza di acqua stagnante nei pressi della casa, o da una forte umidità che genera muffa, o dalla presenza di cassonetti dell’immondizia maleodoranti o, peggio ancora, discariche in prossimità dell’abitazione.
Tutte queste cose vengono associate dal corpo umano alla presenza di microrganismi e altre forme di vita per noi dannose, malsane. Se questa atmosfera insalubre viene associata a determinate aree del nostro ambiente di vita, tale associazione tenderà ad emergere nel modo in cui viviamo quelle aree, e a influenzare le zone del corpo e della psiche corrispondenti.
Ad esempio, se nell’area a nordovest della mia abitazione vi sono continue perdite e infiltrazioni con odore di muffa, ne soffrirà la mia autostima, la mia capacità di decidere, di dirigere, di darmi una disciplina, la mia identità di genere - se sono un uomo - o la mia idea degli uomini - se sono una donna. Se la stessa situazione si presenta in cucina, a farne le spese sarà il mio rapporto con il cibo. Per analogia, le nuove sensazioni che ora associo alla cucina influiranno anche sul rapporto con le mie risorse, con ciò che mi nutre e sostiene in senso più ampio, ciò di cui anche metaforicamente mi alimento.
    
RISTAGNO IDEALE
Il Si Qi può essere generato anche da un ristagno “ideale”, ossia da situazioni spaziali caratterizzate da forte staticità o da qualcosa che suggerisce l’idea dell’ammasso disordinato di materia, anche in assenza di putrefazione vera e propria. Ad esempio, una strada senza sbocco e poco trafficata, un campo o un cantiere abbandonato, un rudere, possono dare questa sensazione.
Il Si Qi, all’interno dell’abitazione, si può formare quando un figlio trasloca e la sua stanza viene semplicemente dismessa, senza essere riadattata a una nuova funzione, o peggio ancora, trasformata in una sorta di magazzino in cui vengono ammassati tutti gli oggetti che non hanno un posto specifico in casa. In generale, gli accumuli disordinati di oggetti che danno la sensazione di appesantire e “soffocare” uno spazio provocano una sensazione di ristagno che non tarda a manifestarsi nella vita come mancanza di energia e motivazione, letargia, dispersione di attenzione ed energie, refrattarietà al nuovo, lentezza e fatica nel far partire e portare avanti i processi, intralci che sembrano spuntare come funghi, la sensazione che le cose da fare siano sempre troppe o che, al contrario, non si presentino mai valide opportunità di piacere o guadagno.

COME SI RIMEDIA AL SI QI?
Rimediare al Si Qi in esterni è spesso più problematico che per lo Sha Qi, in quanto l’influenza del Si Qi non è “localizzata” ma “diffusa”: non sembra cioè provenire da un punto specifico, ma è invece una sensazione che caratterizza intere aree.
Oltretutto, gli effetti del Si Qi sono più insidiosi: la loro influenza è più lenta, graduale, debilitante, meno evidente di quella dello Sha Qi. Se lo Sha Qi è come una frana che ci sbarra improvvisamente la strada, il Si Qi è come un taglio nelle gomme che le sgonfia lentamente.
Nei casi gravi di Si Qi, la persona è così debilitata in senso fisico e mentale che non rimedia alla situazione non perché non sia possibile intervenire, ma perché la debilitazione psicofisica è tale che non ha più la forza di farlo.
Un vantaggio rispetto allo Sha Qi, però, c’è: quanto meno negli interni, molto spesso chi genera il Si Qi siamo noi stessi. Perché è un vantaggio? Perché possiamo smettere di farlo. Tenere la casa pulita, in ordine e in buono stato di manutenzione, eliminare ciclicamente tutti gli oggetti che non usiamo, e dare spesso aria e luce agli ambienti è il modo migliore per premunirsi dal “Qi malato”.
A volte le forme del nostro spazio ci risultano nocive, e non possiamo fare niente per opporci se non fare del nostro meglio nella vita di tutti i giorni. Sapendo come queste forme agiscono, però, è spesso possibile contrastare o neutralizzare i loro effetti, e soprattutto... evitare di crearli!

*Lorenzo Durand
Creative Feng Shui
Centro Europeo di Formazione e Ricerca
www.creativefengshui.it
info@creativefengshui.it

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