Verità e miti

Il posizionamento di letti e scrivanie è uno dei temi più trattati nel Feng Shui.  Perché questa preoccupazione? Che problemi può dare una posizione scorretta? E, soprattutto, perché?

A cura di Lorenzo Durand 14 Apr 2017
Verità e miti

Come tutti i vertebrati, l’homo sapiens ha una struttura anatomica con un davanti e un dietro ben definiti. La parte anteriore del corpo è ovviamente quella su cui sono posizionati gli organi di senso (occhi, naso, bocca..): quella che “orientiamo” su zone specifiche del mondo circostante per prendervi contatto.
La parte posteriore è meno attiva, ma è più solida: su di essa è posizionata la colonna vertebrale, così come tutti i muscoli più grandi e spessi. La pelle della schiena ha uno spessore fino a sei volte maggiore di quella del viso, e molte meno terminazioni nervose. Sembra quasi che la natura abbia voluto dotare la parte posteriore del corpo umano di uno “scudo” simile a quello della tartaruga, tanto è vero che di fronte a un colpo imminente che non possiamo evitare la nostra reazione istintiva è rivolgere il lato posteriore nella direzione da cui provengono i colpi. Un colpo alla schiena, infatti, comporta un danno minore che un colpo della stessa forza al viso, al torace o al ventre.
Ma perché proprio il retro è marcatamente più solido rispetto al fronte del corpo?
Il fatto è che, essendo gli organi di senso (e in particolare gli occhi) posizionati sul davanti, il dietro è un punto “cieco”. Un punto da cui un predatore ci può avvicinare e sorprendere molto più facilmente.

LA VULNERABILITÀ DELLE POSIZIONI STATICHE
La vulnerabilità del retro è accentuata da una particolare condizione: una posizione statica. Tutte le attività che hanno bisogno di una certa concentrazione e accuratezza richiedono una posizione statica: per esempio, gli animali terrestri mangiano generalmente da fermi. Per lo stesso motivo, quando dobbiamo leggere o scrivere qualcosa, generalmente ci sediamo a un tavolo.
Ma la possibilità di interagire in modo più “fine” con gli oggetti ha un prezzo: più siamo concentrati su un’attività stazionaria, più la nostra sfera di controllo sull’esterno si restringe. Pensate, ad esempio, a una persona così assorta nella lettura da non accorgersi di qualcuno che la chiama. La concentrazione, insomma, si paga con un ritardo nella consapevolezza del cambiamento intorno a noi, compreso l’avvicinarsi di un predatore o di qualunque altra minaccia. E non solo: oltre a ritardare la nostra consapevolezza, una posizione statica rallenta anche la nostra reazione.
Quando siamo in movimento, e nell’ambiente accade qualcosa che richiede una risposta da parte nostra, dobbiamo solo modificare il movimento già in atto. Se invece siamo in piedi, ma fermi, la reazione richiede già un tempo maggiore, perché dobbiamo prima attivare il movimento; se siamo seduti, richiede più tempo che da in piedi, se siamo sdraiati, più che da seduti.
In sintesi: il retro del corpo è un punto cieco, che ci rende particolarmente vulnerabili quando svolgiamo attività stazionarie, come mangiare, leggere, scrivere o dormire.

LA RISPOSTA AL PUNTO CIECO
Questo problema non appartiene solo agli esseri umani, ma a tutti i mammiferi terrestri. Come si comportano gli animali per affrontarlo?
È molto semplice: chi ha spesso modo di osservare animali come cani e gatti prendere contatto con un nuovo ambiente, sa bene che essi fanno il possibile per posizionarsi in modo da avere una parete o un altro ostacolo alle spalle, e il controllo visivo sui punti di accesso all’area in cui si trovano.
In altre parole, rivolgono il proprio punto cieco in una direzione da cui sanno che l’area non è accessibile. Mai visto un cane entrare nella cuccia lasciando fuori la parte posteriore?
Lo stesso meccanismo si attiva in noi quando prendiamo contatto con uno spazio dove stazioneremo per un certo tempo. Ad esempio, quando andiamo al ristorante, tendiamo a scegliere i tavoli più vicini alle pareti, mentre quelli al centro - più esposti - vengono occupati dopo. L’ultimo posto a venire scelto è naturalmente quello più vicino all’ingresso, con le spalle rivolte alla porta! Anche un tempo di stazionamento più breve può innescare la stessa risposta: quando entriamo in un ascensore, per il tragitto ci posizioniamo in modo da essere rivolti alla porta, e ci sembrerebbe innaturale fare il contrario.

LE POSIZIONI FISSE
Ma cosa accade quando dobbiamo allestire dei punti per attività stazionarie nelle nostre abitazioni o luoghi di lavoro, come letti e scrivanie? Spesso la nostra sensibilità è così ridotta e distorta dallo stile di vita moderno che, in un primo momento, non ci accorgiamo neppure di sentirci a disagio in una posizione scorretta. Altre volte, considerazioni di altra natura ci portano a ignorare quei segnali. Succede così che ci troviamo a passare ogni giorno molte ore in posizioni che vanno contro gli istinti della parte animale. Una parte di noi dice “spostati”, un’altra dice “concentrati sul lavoro”, oppure “dormi tranquillo”.  
Come reagisce il corpo in questa situazione? Se il punto cieco resta esposto, il corpo fa essenzialmente due cose:
1- dirige parte dell’attenzione verso gli stimoli provenienti da quella direzione,
2- rilascia delle sostanze atte a mantenere più alta la vigilanza e aumentare la prontezza della risposta a un eventuale pericolo.
Dal punto di vista di un animale selvatico che si trova costretto in una situazione di questo tipo, tali reazioni sono perfettamente sensate e utili. Il fatto è che mentre un animale mantiene questa posizione solo se vi è costretto e per il più breve tempo possibile, noi esseri umani possiamo trovarci a dormire in un letto o a lavorare a una scrivania posizionate in modo scorretto per mesi o anni.
Quando ciò avviene, i meccanismi atti a preservare la nostra incolumità divengono dannosi a causa dei loro effetti a lungo termine. Se una parte del mio corpo è in costante pre-allarme e devia una parte della mia attenzione dal lavoro che sto svolgendo, la mia concentrazione cala, il mio stress aumenta, la mia prestazione sul lavoro peggiora.
Se il sonno viene mantenuto più leggero per reagire più in fretta in caso di pericolo per più di qualche giorno, il corpo non può recuperare del tutto le energie spese durante la giornata, e resta più esposto alle malattie. Ecco perché, nei manuali di Feng Shui, un retro solido e chiuso e un davanti aperto rappresentano il “canone” per letti e scrivanie.

IL CANONE TRADIZIONALE E LE SITUAZIONI ODIERNE
Ma non è detto che quel canone sia valido in tutte le situazioni. Se il motivo per cui tendiamo ad “addossarci” alle pareti è che ci sentiamo vulnerabili, allora è logico che in una situazione dove ci sentiamo sicuri e protetti, quell’impulso cessi spontaneamente.
Se nel luogo in cui lavoro circolano liberamente persone con cui non sono in rapporti di stretta fiducia, è importante avere “le spalle coperte”. E il fatto di averle scoperte può dire molto sulla mia posizione gerarchica in quell’ufficio! Molto spesso, la scrivania più esposta agli sguardi altrui dal retro viene affibbiata all’ultimo arrivato, o a chi è in procinto di essere licenziato. Gli uffici in cui gli impiegati possono controllare visivamente il capo hanno puntualmente problemi legati all’autorità e alla disciplina.
Per svolgere efficacemente il suo ruolo, la persona al comando dovrebbe sempre avere la posizione più vantaggiosa.
Se invece la mia postazione di lavoro è collocata in un appartamento al decimo piano in cui abito e lavoro da solo, il fatto di dare le spalle alla porta non crea nessun problema. L’animale interno, infatti, sa di trovarsi già in un’area protetta, sicura, impossibile da penetrare se non buttando giù la porta principale, e può rivolgere tutta la sua attenzione al lavoro svolto. Lo stesso vale per un bambino, che ovviamente vive in casa con i genitori, o almeno in presenza di un adulto che se ne prende cura: il fatto di sedere con le spalle alla porta non crea nessun problema per il semplice fatto che, nella percezione del bambino, la sua protezione sono i genitori stessi!
Un’altra situazione che crea molta preoccupazione per come viene descritta sui manuali è quella in cui ho la scrivania appoggiata con il lato frontale contro una parete. In modo tipicamente iperbolico, gli autori orientali associano a questa posizione ogni sorta di sciagura in campo educativo, intellettuale e lavorativo. Ma la prova pratica e l’esperienza raccontano un’altra storia. Del resto sarebbe strano il contrario, visto che la maggioranza delle scrivanie degli studenti sono posizionate proprio in questo modo! Il motivo per cui nel Feng Shui classico si dà tanta importanza a una seduta con il fronte aperto è che, anticamente, le persone che avevano bisogno dei servizi di un esperto in questo campo erano di solito uomini in posizioni influenti, posizioni che richiedevano di mantenere il controllo su dei subordinati, di progettare in modo lungimirante, di avere una visuale ampia sui movimenti di alleati e avversari: tutte dinamiche associabili al lato frontale del corpo, allo spazio libero davanti a sé, all’essere attivi su un territorio. Ciò vale naturalmente ancora oggi, per tutti quei ruoli che richiedono creatività, lungimiranza, intraprendenza, frequenti contatti con altre persone ecc.; ma non tutte le attività che si svolgono a una scrivania hanno queste caratteristiche! Pensiamo, ad esempio, a uno studente che deve preparare degli esami: di solito, tutto quello di cui ha bisogno è concentrarsi su un campo ben definito per assimilare delle informazioni. In questo caso, non solo la scrivania appoggiata al muro non dà problemi, ma potrebbe anzi essere d’aiuto, perché delimita chiaramente il campo dell’attenzione, scoraggiando le distrazioni. Purtroppo, o per fortuna, la situazione del letto è meno ambigua, perché il sonno è in assoluto il momento in cui l’animale è più vulnerabile.
È importante che il punto dove dormiamo sia non solo addossato a una parete, ma anche il più possibile protetto rispetto alla porta della camera. Per lo stesso motivo, è preferibile che la camera da letto non sia nelle vicinanze della porta principale. Una camera da letto che dà direttamente sull’ingresso rende molto più difficile rilassarsi, ed è spesso associata a problemi di privacy.

*Lorenzo Durand
Creative Feng Shui Academy
www.creativefengshui.it
info@creativefengshui.it

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