Curarsi con le crucifere

Cavoli, verze e cavolfiori sono in genere poco apprezzati per l'odore solforoso che sprigionano durante la cottura. Ecco qualche trucco per eliminare questo inconveniente e godere appieno delle tante proprietà benefiche per la salute dell'apparato gastrointestinale e nella prevenzione dei tumori

A cura della redazione 17 Dec 2017
Curarsi con le crucifere

Già ai tempi dei Romani le Crucifere venivano utilizzate come piante medicinali. Oggi, è ormai noto che broccoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, cavoli neri, verze, cavolo cappuccio e rape sono un concentrato di polifenoli, vitamina C e glucosinolati. Questa miscela esplosiva li rende alimenti davvero insostituibili nella prevenzione dell'invecchiamento e dell'alterazione cellulare. Sembrerà bizzarro, ma per sfruttare al meglio i benefici dei glucosinolati è necessario masticare bene l'ortaggio: infatti le molecole responsabili delle proprietà anticancro vengono liberate solo dopo la rottura della parete della cellula vegetale. I glucosinolati danno così origine agli indoli, che agiscono nella prevenzione di ulcere gastriche, coliti e di alcune forme tumorali, come ad esempio quelle del tratto gastrointestinale, della vescica e della prostata, e ai sulforafani, agenti anticancro dotati di capacità battericida, contro Helicobacter pylori, patogeno responsabile di ulcere e tumori dello stomaco. Per tutti questi validi motivi l'American Cancer Society raccomanda di consumare almeno due volte alla settimana una delle varietà di cavoli.

L'unico rovescio della medaglia delle crucifere è lo sgradevole odore che si diffonde in casa quando vengono cucinati. Ed ecco il rimedio: è infatti sufficiente mettere nella pentola un cucchiaio d'aceto di mele, oppure del succo di limone, e lo spiacevole aroma di zolfo viene eliminato. Inoltre è importante fare attenzione ai tempi e all'acqua di cottura perché queste preziose molecole sono facilmente degradabili e si perdono nell'acqua: è preferibile quindi una cottura al vapore per tempi brevi in poca acqua o preparare direttamente nell'acqua di cottura minestre o zuppe.

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