E' arrivata la chufa!

Le sorprese di un tubero e della sua farina. Si rivela utile per la prevenzione cardiovascolare, per dimagrire e per il suo interessante apporto nutrizionale

Claudio Monteverdi 25 Feb 2017
E' arrivata la chufa!

Babbagigi, Zigolo dolce, Chufa: vi dicono qualcosa questi nomi? C'è un piccolo mondo dietro questo nuovo sapore. Ai curiosi dell'alimentazione naturale, agli attenti frequentatori di fiere e negozi di prodotti naturali non sarà sfuggita la recente comparsa di un nuovo interessante ingrediente: la Chufa, o meglio la sua farina.

Famosissima a Valencia
La Chufa è un tubero, la cui pianta è molto diffusa nella regione di Valencia e che recentemente ha ottenuto la denominazione di origine a tutela della sua qualità. È anche l’ingrediente base di una bevanda molto famosa.
Cresce anche in molte regioni d'Italia (fiorisce in luglio-ottobre e cresce nelle zone umide), tipicamente in Sicilia, dove è conosciuta come Zigolo dolce o anche Babbagigi (pare provenga dall'arabo al-hab el-’aziz  che significa “seme (bacca)  buono(a)”). I tuberi di Chufa sono molto apprezzati per le loro notevoli proprietà nutritive fin dall'antico Egitto.

Un gusto molto particolare
Ma che cosa è questa Chufa (xufa in catalano)? Si tratta di un tubercolo millenario (Cyperus esculentus, famiglia delle Cyperaceae), la cui pianta è simile al papiro. Anche se i tuberi possono essere usati in cucina “al naturale” (sia cotti che crudi, allo stato fresco o essiccati), non essendo facilmente reperibile in Italia l’ingrediente base che si ricava dai tuberi di Chufa è una particolare farina che ha diverse proprietà interessanti: tra queste, un elevato contenuto di fibre.  Il suo sapore è molto gradevole, dolciastro: per alcuni richiama la nocciola, per altri la mandorla, ma chi ha un gusto più raffinato ha descritto la Chufa, assaporata ad occhi chiusi, come un mix di sapori che richiamano la patata, la vaniglia ed un retrogusto di miele Insomma, se non la conoscete, la cosa migliore da fare è provarla.

Le proprietà: dall’antichità ai giorni nostri
Nella medicina popolare è considerata pianta dalle mille proprietà: diuretiche, digestive, stimolanti, totoniche, emmenagoghe (cioè stimolano l’afflusso di sangue nell'area pelvica e nell’utero),  carminative (riduzione dell'aria accumulata nello stomaco e nell’intestino) e afrodisiache. Ma anche oggi a questo tubero vengono attribuite proprietà nutritive e terapeutiche davvero interessanti.
Tali proprietà sono dimostrate da diversi studi clinici e sono avvalorate da prestigiosi specialisti dell’Università di Valencia: loro affermano che – grazie al suo alto contenuto di acido oleico, fibra, vitamine, minerali, amminoacidi essenziali, grassi insaturi e proteine – la Chufa sia un alimento da prendere seriamente in considerazione a scopo salutistico.

Un alimento completo
Inoltre, la Chufa ha un bassissimo contenuto di sodio e non contiene né lattosio né glutine, e per questo motivo può essere consigliata a tutti: donne in attesa, bambini, anziani.
Da alcuni nutrizionisti ed esperti di alimentazione è stata definita “alimento completo” in quanto, grazie a  tutte queste importanti caratteristiche, apporta all’organismo macro e micronutrienti ad ampio raggio.  Inoltre, essendo particolarmente ricca di fibre (addirittura più dell’avena), è molto indicata nelle diete dimagranti, per il benessere del tratto intestinale e viene  consigliata per la prevenzione del cancro del colon.

Anche una delizia per il palato
Ma a parte questo, la Chufa è ormai un ingrediente "di moda" tra cuochi prestigiosi nella preparazione di dolci e di molti altri piatti: sono state ideate numerose ricette. Noi possiamo acquistare la farina (biologica), usarla in alcuni modi e preparare una bevanda popolare al di là dei Pirenei: la Horchata de Chufa (scopri sotto la ricetta)

Il modo più semplice per gustare la Chufa

Non è difficile: si beve e si mangia. Gustatela semplicemente unendo 2-3 cucchiai a un bicchiere di acqua, succo di frutta o latte vegetale  (circa 200 ml). La bevanda che se ne ricava ha un gusto davvero gradevole, come dicevamo, tra nocciola e mandorla. La consigliamo perché è un alimento fresco, nutriente – bevanda ideale dell’estate ma non solo – ricco di minerali e vitamine, in particolare di fosforo, potassio e vitamina C ed E. Inoltre aiuta la digestione ed è una buona bevanda energetica.
La farina si può anche aggiungere ai cereali o al muesli della colazione, con latte vegetale, oppure può  semplicemente essere mescolata allo yogurt. Può essere utilizzata anche nelle torte e nel pane al posto delle noci.

L'Horchata de Chufa (la ricetta originale...)
Con i tubercoli triturati si prepara una bevanda dall'alto contenuto di proteine, vitamine e sali minerali. In Spagna la Chufa viene utilizzata per la preparazione di una tipica bevanda: l’Horchata che si prepara seguendo un particolare procedimento. Il tubero – che si coltiva principalmente nelle vicinanze dell’Alboraya – viene raccolto, lavato per eliminare i resti della terra e poi viene tritato. In una fase successiva della lavorazione la Chufa viene pressata diverse volte per ricavarne il succo che, con l’aggiunta di  zucchero, diviene l’Horchata valenciana. Si tratta di una bevanda di colore bianco, che in estate si può consumare anche come granita, con un sapore dolce molto rinfrescante. Poiché preparata con pochi e semplici ingredienti, è un prodotto naturale e sano, senza controindicazioni.
Per inciso, la tradizione popolare Valenciana considera la “Horchata de Chufa” come un rimedio efficace per contrastare la diarrea. Per le sue caratteristiche potrebbe essere annoverata nella famiglia del latte vegetale, di cui abbiamo spesso parlato.

... e come farla in casa
Evitando l’ammollo dei tubercoli in acqua otteniamo bevande interessanti e gradevoli usando la farina. Gli unici ingredienti da aggiungere alla Chufa e all'acqua sono opzionali, e si tratta di un dolcificante (ad esempio zucchero integrale di canna tipo “Dulcita” o “Panela”, oppure  sciroppo d'acero o malto di riso) e di uno o più aromi naturali come cannella, scorza di limone, vaniglia (spazio ai gusti personali).
La preparazione varia in funzione dell’ingrediente base: se si utilizza il tubero è necessario un ammollo e un filtraggio finale dopo il passaggio nel frullatore. Ma se noi utilizziamo la farina, la procedura sarà simile a quella della preparazione di un frappé, mettendo insieme gli ingredienti a freddo. Per lo zucchero la dose consigliata in un litro d’acqua è compresa tra i 50 e i 100 grammi: meno se ne mette meglio è.
Come tutti i prodotti naturali, affinché non perda le sue proprietà, la Horchata va consumata entro tre giorni dalla preparazione, e si serve preferibilmente fredda.

 

 

 

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