La lezione cinese: i disturbi del fegato e le contromisure energetiche

Secondo questa tradizione il fegato è all’origine di problemi in numerose parti del corpo. Ed è coinvolto nelle risposte allo stress. Imparare a trattarlo bene significa assicurarsi un surplus di salute.

Marco Maiola 27 Feb 2017
La lezione cinese: i disturbi del fegato e le contromisure energetiche

"La vita è concentrazione di qi, la morte una rarefazione di qi”. Questa è una delle leggi fondamentali del pensiero tradizionale cinese. Tutto è quindi qi, energia in un differente stato di condensazione, di aggregazione. Le ossa, i muscoli, i vasi e il sangue che vi scorre, così come gli organi interni o le emozioni, sono tutte forme di energia più o meno condensata, aggregata in un insieme composito che è l’Uomo. La Medicina tradizionale cinese organizza in modo sistematico l’energia, le sue qualità e la sua circolazione, in grandi categorie quali lo yin e lo yang e i 5 elementi. Attraverso questa suddivisione di tipo analogico vibrazionale è possibile dividere la “realtà” in 5 qualità energetiche, ognuna delle quali attraversa ogni piano della creazione nel micro e nel macrocosmo. In quest’ottica l’Acqua, il Legno, il Fuoco, la Terra e il Metallo abbandonano la loro valenza chimico-fisica per diventare l’aspetto simbolico, espressione di 5 movimenti energetici nei quali inscrivere ogni manifestazione della realtà, sia questa un sapore, un colore, un tessuto organico, un punto cardinale, un sentimento o un organo interno.

L’elemento, il sapore, la stagione

Secondo questa classificazione, il fegato appartiene all’elemento Legno. Al Legno, attraverso le sue corrispondenze analogiche ed energetiche, vengono attribuiti il colore verde, il sapore acido, l’est, i muscoli e la loro contrattilità, il vento, la vista, il sogno e la collera così come ogni altro elemento che abbia, per sua natura, un movimento di apertura, di innalzamento, di espansione e di esteriorizzazione.

Il Legno corrisponde alla primavera, stagione che segna il passaggio tra la chiusura e la tesaurizzazione dell’inverno (massimo dello yin) e la massima espansione ed apertura dell’estate (massimo dello yang). Una stagione, quindi, caratterizzata dalla capacità di aprire e di innalzare, di far crescere e di far germogliare. Di portare tutto quello che è chiuso nell’interno verso l’esterno, sia questo un organo di senso (vista), un pensiero inconscio (sogno) o un sentimento (collera).

Qualcosa di vitale che “scoppia” all’interno

In quest’ottica ogni aspetto della realtà esprime un movimento di energia. E così, anche un sentimento come la collera, può da tutti essere identificato come un “qualcosa” che parte dalla zona sotto diaframmatica (fegato) e che si porta rapidamente verso l’alto e verso l’esterno, con un movimento di esteriorizzazione che ricorda quello del Legno e della primavera. Acquisiscono allora un significato diverso frasi della nostra tradizione popolare come, per esempio, “mangiarsi il fegato dalla rabbia” oppure il “mangiarsi le unghie” (tessuto di pertinenza del Legno e in relazione all’aggressività e al fegato) o, ancora, “l’avere fegato” come modalità che esprime coraggio e capacità di buttarsi nelle situazioni, di uscire all’esterno con slancio. In quest’ambito può ricadere anche ciò che chiamiamo stress.

Un’altra visione dell’uomo

Questa modalità di attribuire a un organo, oltre alle sue funzioni fisiologiche e metaboliche, anche un aspetto psichico ed emotivo è ciò che differenzia, in modo più eclatante, la medicina tradizionale cinese dalla nostra medicina occidentale moderna. A fianco, quindi, della capacità del fegato di contribuire ai processi digestivi, di collaborare alla ripartizione e alla circolazione del sangue nel corpo e all’essere fonte e riserva di energia per l’organismo umano, ritroviamo le radici di una concezione olistica dell’uomo, profondamente radicata in una visione psicosomatica dell’essere.

Un buono stato generale di salute, così come una buona funzionalità del fegato, saranno quindi determinati da una alimentazione corretta e da uno stile di vita adeguato ma, in egual modo, anche da uno stato psico-emotivo equilibrato e armonico.

Fegato malfunzionante, disturbi ad ampio raggio

La relazione tra il fegato e lo stress rappresenta un legame che può essere fonte di numerosi disturbi in diverse parti del corpo anche lontane tra di loro e non direttamente in relazione con la funzionalità epatica, così come almeno viene intesa nella nostra medicina occidentale moderna. Tra le patologie che tendenzialmente possono essere messe in relazione a uno squilibrio energetico del fegato possiamo trovare: cefalee, vertigini, acufeni, insonnia, crampi e tensioni muscolari, disturbi digestivi con dispepsia, colon irritabile e alcuni disturbi ginecologici quali, per esempio, mestruazioni irregolari o dolorose.

L’impronta epatica su cefalea e insonnia

Secondo la medicina tradizionale cinese, la cefalea è sicuramente uno dei disturbi che più frequentemente si possono determinare sull’asse stress-fegato. In questo caso il sintomo “mal di testa” richiama, forse in modo un po’ semplicistico ma efficace, il funzionamento della valvola di una pentola a pressione: quando la pressione all’interno del contenitore “uomo” diventa troppo intensa la valvola sbuffa ed ecco comparire il mal di testa. Tra le varie tipologie di questo sintomo, quelle che possono essere, in particolar modo, messe in relazione con lo stress e la tensione nervosa sono: la cefalea muscolo-tensiva, la cefalea del fine settimana e la cefalea che precede la comparsa del flusso mestruale che spesso, infatti, si accompagna a variazioni del tono dell’umore. Un altro sintomo che, nell’ottica della tradizione cinese, può essere messo in relazione al fegato è l’insonnia. In questo caso si tratta non tanto di difficoltà all’addormentamento o di risvegli precoci ma, piuttosto, di risvegli notturni ripetuti con agitazione, molti sogni e spesso incubi.

Problemi digestivi dietro l’angolo

La sintomatologia gastroenterica è invece quella che ricorda, più da vicino, la sintomatologia epatica di tipo occidentale moderno. Dispepsia, lentezza digestiva, alcune forme di reflusso, nausea, vomito sono sintomi che, frequentemente, possono essere attribuiti a una cattiva modulazione da parte del fegato dell’attività digestiva. Vale la pena in questo caso ricordare che anche la colecisti, con le sue funzioni, viene attribuita all’elemento Legno. All’interno di questa categoria di sintomi, possiamo trovare anche disturbi riguardanti il transito intestinale e, su tutti, il colon irritabile il cui nome già esprime una tendenza dell’intestino ad essere “nervoso ed irritabile” con una sintomatologia che spesso alterna periodi di stipsi con periodi di diarrea e dolori a spasmo.

Oltre la medicina a compartimenti stagni

Ancora una volta l’Uomo viene rappresentato dalla Medicina Tradizionale Cinese come un tutt’uno, un insieme nel quale ritroviamo costantemente sia l’aspetto psichico sia quello somatico, dove la diagnosi e la terapia, ancor prima che nel sintomo, affondano le radici nello studio del “terreno”, cioè dell’essere e della sua costituzione, in una lettura trasversale che non di rado trova un tratto comune a disturbi che, in medicina occidentale, richiederebbero l’attenzione e il trattamento di più specialisti.

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