Maledetta tosse di stagione! Le erbe tradizionali che vengono in aiuto

Quando la farmacia si trovava nei prati,  erano le medicine più utilizzate per calmare la tosse. Ma loro sono sempre disponibili: si chiamano Grindelia, Elicriso e Piantaggine. 

Stefania La Badessa 27 Feb 2017
Maledetta tosse di stagione! Le erbe tradizionali che vengono in aiuto

Il freddo, gli sbalzi di temperatura e la maggiore circolazione di agenti infettivi (virus e batteri) possono innescare uno dei fenomeni più fastidiosi della stagione invernale: la tosse.

Sia quando è caratterizzata da catarro (grassa) sia quando si presenta secca e stizzosa, la tosse può venire alleviata da semplici rimedi naturali: si tratta di piante medicinali “pettorali” o balsamiche, capaci cioè di realizzare un effetto benefico sull’apparato respiratorio, grazie a principi attivi come gli oli essenziali ma anche a flavonoidi, dotati di attività decongestionante ed antinfiammatoria, e ai tannini, che conferiscono alla pianta un’azione antisettica più marcata.

Un talento da riscoprire
Gli oli essenziali contenuti nelle piante ad azione balsamica vengono eliminati in massima parte attraverso le vie aeree dove si concentrano in alte dosi svolgendo un’efficace azione protettiva nei confronti delle infezioni batteriche, frequente causa delle più comuni patologie respiratorie.
Per le piante ad oli essenziali le forme di somministrazione più efficaci sono gli sciroppi, gli estratti alcolici e le tisane (avendo cura di tenere coperto il contenitore durante l’infusione per evitare l’evaporazione dell’essenza).

GRINDELIA
Un regalo delle Americhe
I fiori di Grindelia robusta (vedi foto), simili nell’aspetto a margherite, sono impregnati di una resina balsamica e profumata ricca in principi attivi.
L’uso balsamico della Grindelia è conosciuto già da alcuni secoli, quando i coloni europei impararono ad utilizzarla sull’esempio delle popolazioni indigene del continente americano.
Si tratta sicuramente di una delle piante balsamiche più efficaci nel trattamento delle bronchiti e della tosse, anche quando associata a catarro: tra i principi attivi responsabili dell’azione curativa vanno evidenziati l’olio essenziale e gli acidi grindelici, capaci di svolgere una triplice azione – antisettica, espettorante e balsamica – a livello dell’apparato respiratorio.
Caratteristica della Grindelia è soprattutto l’azione broncodilatatrice, utile nelle tossi a componente spastica (azione antispasmodica) e nella broncocostrizione tipica dell’asma: favorisce infatti il rilassamento della muscolatura che avvolge i bronchi, migliorando la ventilazione e quindi la respirazione.

Come utilizzarla
Sciroppo  Facilmente reperibile in commercio perché presente in quasi tutte le formulazioni naturali in sciroppo.
Tisana   La si può assumere anche in forma di tisana, preparandone un infuso con un cucchiaino da tè di Grindelia essiccata e sminuzzata per una tazza d’acqua bollente, lasciando in infusione per circa 15 minuti prima di filtrare.
Tintura madre  Volendo ricorrere all’estratto alcolico (tintura madre) la dose consigliata per l’adulto è di 30 gocce in poca acqua per 3 volte al giorno.

PIANTAGGINE
L’erbaccia dei prati 
Comunissima nei prati o fra i ruderi e nei luoghi incolti, la Piantaggine (Plantago lanceolata), è una pianta erbacea perenne ampiamente diffusa in tutte le parti del mondo.
Tra i numerosi principi attivi, responsabili dell’efficacia della pianta sulla tosse e sul catarro sono principalmente le sue mucillagini, capaci di svolgere un’azione emolliente e sedativa. Questi principi attivi sono in grado di formare quasi una pellicola gelatinosa di “rivestimento” e protezione sulle mucose infiammate, dando pronto sollievo a sintomi come bruciore e tosse. La presenza di tannini assicura inoltre alla pianta un’azione antivirale ed astringente che contribuisce al miglioramento complessivo della sintomatologia.
Per la sua pronta azione sulla tosse e  le sue proprietà espettoranti, la Piantaggine viene principalmente utilizzata – in tisana o estratto fluido (sciroppo) – per dare sollievo alle infiammazioni della gola, dei bronchi e delle vie respiratorie in genere (tosse, catarro, sinusite, raffreddore). L’uso secolare di questa pianta ne conferma la sicurezza d’uso, rendendola indicata anche per i più piccoli.

Come utilizzarla
Infuso  Si prepara con 2 cucchiaini da caffè circa di foglie essiccate e sminuzzate in 150 ml di acqua bollente, lasciando poi in infusione per 10-15 minuti prima di filtrare. La dose indicata è di una tazza per 2-3 volte al giorno.
Tintura madre  Per chi ha poco tempo e preferisce i rimedi già pronti, si può ricorrere alla tintura madre (estratto alcolico della pianta) alla dose di 25-30 gocce,  tre volte al giorno, lontano dai pasti, in poca acqua. Volendone potenziare gli effetti la si può associare ad altre piante balsamiche ed espettoranti come Altea, Malva, Grindelia, Elicriso, Timo ed Eucalipto.

E possiamo anche mangiarla...in insalata
La Plantago lanceolata è una specie commestibile, che si può raccogliere tranquillamente, senza pericoli per la sopravvivenza della specie: possiede infatti un rizoma perenne che permette alla pianta di rigenerarsi facilmente. La si può lessare, in modo analogo alla bietola, mescolarla ad altre verdure per arricchire minestre oppure – più semplicemente – consumarla cruda in insalata, selezionando le foglioline più tenere.

 

ELICRISO
la pianta del Sole

L'Elicriso (Helichrysum italicum) presenta infiorescenze formate da piccoli fiorellini di colore giallo oro, ai quali deve appunto il suo nome (dal greco “helios” = sole e “chrysos” = oro). Appartiene alla famiglia delle Composite, come la Camomilla o la Calendula.
Si tratta di una piantina spontanea, che si sviluppa rasente al terreno, formando  – soprattutto nelle regioni costiere – caratteristiche macchie aromatiche grazie ai fiorellini gialli e alle sue foglie di colore verde-grigio, ricoperte da una fitta peluria argentea.
Della pianta vengono utilizzate le “sommità fiorite” ossia foglie e fiori, ricche di principi attivi come flavonoidi, tannini, triterpeni, acido caffeico e un olio essenziale.
L’uso popolare  dell’Elicriso per la cura delle affezioni respiratorie ha trovato conferma in numerosi studi e ricerche scientifiche che ne hanno evidenziato le proprietà antibatteriche, decongestionanti, spasmolitiche, balsamiche ed espettoranti. Tra le indicazioni per questa pianta vanno evidenziate le bronchiti, la pertosse e l’asma: oltre a favorire l’espettorazione e calmare gli accessi di tosse, grazie all’azione fluidificante sul catarro e all’azione spasmolitica sulla mucosa che riveste i bronchi, l’Elicriso è in grado di esercitare – per la presenza dell’olio essenziale – anche un’azione antibatterica. L’azione calmante sui bronchi rende questa pianta un rimedio indicato anche nelle forme di allergie stagionali caratterizzate da tosse. L’uso è sconsigliato – per ovvi motivi – ai soggetti allergici alle Composite.

Come utilizzarla
Capsule Un ostacolo all'utilizzo dell'infuso (1 cucchiaino di erba essiccata per ogni tazza d’acqua bollente)  è costituito dal sapore molto intenso e non a tutti gradito dell'Elicriso, per cui oggi si preferiscono preparati già pronti in capsule, anche in associazione con altre piante che ne rafforzino e ne amplino la sfera d'azione. Si può utilizzare anche la tintura madre alla dose di 35 gocce per tre volte al di.

Una pianta…”sempreviva”
I fiori dell’Elicriso sono piuttosto coriacei, al punto che sembrano quasi essiccati anche quando in realtà sono freschi. La pianta è molto resistente: i fiori recisi durano a lungo, anche senz’acqua. Per questo l’Elicriso è stato battezzato “semprevivo

 

 

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