Discipline olistiche
Jin Shin Do per dormire meglio
Disciplina che garantisce un profondo rilassamento, il Jin Shin Do si rivela efficace anche per la gestione dei problemi legati all’addormentamento.
L’ansia e l’insonnia possono cambiare la qualità della vita, specialmente se i sintomi si cronicizzano. Essi indicano infatti che Shen, lo spirito, non è tranquillo. Prima di prendere in considerazione le varie condizioni e le combinazioni di punti, iniziamo con un piccolo esperimento.
Sediamoci comodi su una sedia o un cuscino, con la schiena ben eretta e rivolti verso un muro vuoto a un metro circa di distanza. Portiamo il respiro e l’attenzione nella zona dell’Hara. Respiriamo profondamente per qualche volta e poi lasciamo il respiro naturale e la mente ben centrata su di esso. Manteniamo per qualche minuto questa postura immobile e osserviamo dentro di noi che cosa succede...
Cercare la via di mezzo
Che cosa succede? Noteremo certamente che, nonostante il corpo sia immobile, vi sono una miriade di attività, inclusa quella stessa di rimanere immobili oltre allo sforzo di mantenere la postura. Osserveremo addirittura una serie di tentazioni quali quella di muoverci, di interrompere l’esercizio, forse qualche dolore o prurito. E la mente? Che cosa fa la nostra mente? Gli antichi maestri Zen la paragonavano a una scimmia che salta nella gabbia. È proprio ciò che sta accadendo in questo momento: una serie interminabile di pensieri, di ricordi, di idee, magari di progetti, si affacciano alla mente rendendo così impossibile creare il cosiddetto “vuoto mentale”.
Se continuiamo ancora un po’ questo esercizio forse noteremo che lo stato di eccitamento del corpo-mente, chiamato in giapponese “sanran”, si alterna costantemente a quello di sonnolenza detto “kontin.” Sanran e kontin continuano ad alternarsi vicendevolmente per tutto il tempo della nostra pratica, in modo molto simile all’alternanza Yang-Yin. Anche nella vita quotidiana è possibile vedere la medesima cosa. E allora che cosa dobbiamo fare? Semplicemente praticare la “Via di Mezzo”. Trovare quello stato di tensione, di Qi, che ci permette di vivere in modo equilibrato, senza troppo spreco di energie e senza eccessi in modo da farci poi trovare i giusti momenti di riposo.
Motore a rischio fusione
Quando ciò non accade, non riusciamo a rallentare il ritmo di vita, gli impegni si succedono e ci si ritrova come un’automobile in corsa senza sosta. Il rischio, naturalmente, è quello di fondere il motore (troppo Yang) o di rimanere senza benzina (troppo Yin). Insorgono così sintomi particolarmente fastidiosi, quali l’insonnia, l’ansia e altri che, quando si cronicizzano, possono realmente cambiare la qualità della nostra vita.
La pratica assidua della meditazione (quali la respirazione con l’Hara, il Qi Gong o il Tai Qi) può essere un valido strumento per farci ritrovare la “Via di Mezzo”. Quando però abbiamo perso il nostro equilibrio e sentiamo che da soli non possiamo farcela, allora è arrivato il momento di lasciarci andare a una meravigliosa seduta di digitopressione Jin Shin Do.
Né troppo né poco
La Medicina tradizionale cinese ritiene che sia bene dormire esattamente quanto basta. Sia il dormire troppo sia il dormire troppo poco sono segno di squilibrio e disarmonia. Quando il cliente lamenta un sonno scarso è importante verificare che si tratti di una condizione di vera insonnia e non d’incapacità di dormire bene, dovuta a cause esterne o temporanee. Ad esempio, un cambiamento improvviso di tempo atmosferico, una stanza in cui sia troppo freddo o troppo umido, il bere troppo tè o caffè, uno stress emotivo o una preoccupazione riguardo qualcosa in particolare, possono tutti provocare un sonno disturbato, ma non possono essere definiti “insonnia”.
L’insonnia, come già precedentemente accennato, è spesso anche in relazione alla difficoltà del Cuore di immagazzinare lo Shen. Spesso tale squilibrio è legato anche ad altri organi.
Equilibrio e armonia
I classici dicono che quando il Cuore è in equilibrio il Sangue è abbondante, lo Shen è calmo e la persona può dormire. Quando invece il Cuore perde il suo equilibrio, o è invaso da fattori patogeni come il Caldo, lo Shen potrebbe agitarsi e il sonno sarà disturbato. Quando le emozioni non fluiscono in armonia la Shen e gli organi interni potrebbero venir disturbati.
Quando una persona fatica a prendere sonno, ma poi riesce a dormire tutta la notte, significa che il Sangue del suo Cuore è carente. Mentre se tende a svegliarsi continuamente durante la notte, significa che lo Yin del Cuore è carente (e il Falso Fuoco continua a disturbare lo Shen).
Lo Shen non è la sola facoltà mentale-spirituale coinvolta nel sonno. Anche lo Hun ha un ruolo importante nella qualità e nella durata del sonno. I classici dicono che durante il sonno lo Hun torna al Fegato. Se lo Hun non è tranquillo il sonno sarà irrequieto, caratterizzato da molti sogni affaticanti. Se lo Hun è ben radicato nel Fegato (nel Sangue o nello Yin del Fegato), il sonno sarà normale, profondo e tranquillo. La carenza di Yin o di Sangue nel Fegato potrebbe rendere Hun privo di radicamento e lasciarlo vagare durante la notte. I classici dicono inoltre che quando una persona non riesce a dormire gli organi Yin o il Jing (Essenza, immagazzinato nei Reni) potrebbero essere danneggiati (o avere perso il loro equilibrio).
Le tre condizioni energetiche principali possono essere riassunte come segue:
Difficoltà ad addormentarsi: carenza di Sangue. coinvolgimento della Terra e del Fuoco, in quanto la Milza-Pancreas (Terra) produce il Sangue e il Cuore (Fuoco) lo mette in circolo.
Risvegli continui: carenza di Yin. Sono coinvolti il Fuoco e l’Acqua. Il Cuore (Fuoco) è la Casa dello Shen mentre il Pericardio protegge tutti e due. Il Rene (Acqua) è la radice di tutti gli organi e in questo caso l’Acqua non controlla il Fuoco, il quale ascende alla testa causando insonnia e ansia.
Sonno irrequieto con molti sogni affaticanti: carenza di Yin o Sangue del Fegato (Hun). Sono coinvolti il Legno (Hun) e la Terra. La Milza (Terra) produce il Sangue che “inumidisce” e viene contenuto nel Fegato, creando un Legno ben umido che non prenderà fuoco tanto facilmente.
Autotrattamento per l’insonnia
Quando non si riesce a prendere sonno, spesso siamo disturbati da pensieri ossessivi, oppure ci sentiamo agitati, o semplicemente ci giriamo e rigiriamo nel letto senza una ragione ben precisa. In queste occasioni, ovvero laddove non persiste una vera e propria patologia, potrebbe essere una buona idea alzarci dal letto, bere un goccio d’acqua, fare qualche passo e praticare 15-20 minuti di meditazione descritta all’inizio di questo capitolo (è possibile praticarla anche restando nel letto guardando il soffitto). Il nostro “ego” sarà costretto a dover scegliere tra continuare a praticare la meditazione o cadere nello stato di Kontin, di sonnolenza. Tutte e due le soluzioni possono andarci bene. Le ore perse di sonno verranno così ben impiegate. Ci accorgeremo che, anche se abbiamo meditato invece di dormire, la mattina seguente il nostro corpo-mente sarà sveglio e ricaricato come una notte di sonno profondo e ristoratore.
Pierluigi Duina, Insegnante Senior Jin Shin Do, e direttore della THTC, la Tenerife Hypnosis Training Center, con sede nelle Isole Canarie.
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