Discipline olistiche
Risanare dalle nostre radici
Noi siamo ciò che siamo camminando, siamo il modo in cui posiamo i piedi a terra.I nostri piedi raccontano la nostra storia, le nostre potenzialità e la capacità di realizzarle.
Le riflessologie sono la proiezione completa di tutto il corpo su una piccola parte di esso. L’occhio (iridologia), l’orecchio (auricoloterapia), le mani e i piedi (riflessologia). Sono vere e proprie mappe di lettura per comprendere lo stato di benessere generale delle persone.
Perché proprio i piedi?
I nostri piedi sorreggono il peso di tutto il corpo, e di conseguenza ne registrano ogni tipo di contrazione che è l’espressione iniziale di tante sofferenze psico-fisiche. Contrazione che magari rimane per lungo tempo asintomatica nel fisico ma che, invece, viene immediatamente segnalata nei piedi.
Ciò è possibile poiché la posizione eretta permette di registrare nei piedi contrazioni neuro-tendino-muscolari del corpo, apportando ai piedi stessi alcune modifiche rispetto a “piedi ideali” (calli, gonfiori, rughe, solchi, ecc.) che, per noi riflessologi, sono elementi diagnostici fondamentali al fine di ottenere indicazioni preziose su come aiutare le persone a stare meglio.
Quando è indicata
Sono tanti i disagi che la riflessologia del piede aiuta a risolvere. Il massaggio ai piedi, per esempio, è un pompaggio efficace della circolazione del sangue e della linfa. Quando ci sono difficoltà di risalita (obesità, cellulite, problemi cardiaci, gravidanza) le nostre mani diventano un vero e proprio secondo cuore che fa da staffetta al primo e riporta il testimone in alto al cuore stesso.
Callosità diffuse in varie parti della pianta del piede o sulle dita rappresentano momenti o periodi di rabbia inespressa: le callosità vanno sempre massaggiate al fine di vascolarizzare queste zone in modo da rimuovere l’ipercheratosi e, di conseguenza, la causa della stessa.
Alcuni ambiti sui quali la riflessologia del piede ha maggiore efficacia sono: digestione, apparato urogenitale, gravidanza, ansia, paura, attacchi di panico, alluce valgo. Rappresenta anche un aiuto agli sportivi ed è estremamente efficace come forma di automassaggio.
A ognuno il suo trattamento
A seconda della sofferenza della persona, il riflessologo può decidere di massaggiare a un livello fisico profondo sui punti delle mappe zonali, oppure di lavorare lungo i percorsi dei meridiani di agopuntura, in particolare quando l’origine della sofferenza è più legata a un aspetto emozionale, sentimentale o psichico. Il più delle volte, tuttavia, si massaggiano sia i punti riflessi sia il percorso dei meridiani poiché, com’è noto, nulla è solo fisico così come nulla è solo psichico. In sostanza, i punti sollecitati durante il trattamento variano da persona a persona anche quando i sintomi sono gli stessi. Secondo la riflessologia del piede, metodo Ripra, ogni individuo è unico e irripetibile.
Le mappe zonali
Le mappe utilizzate in riflessologia del piede sono state codificate in lunghi anni di sperimentazione ma i primi abbozzi risalgono al lavoro pionieristico di William Fitzgerald nei primi anni del secolo passato. Le quattro mappe “vedono” il piede da diverse angolazioni: da sotto (plantare), da sopra (dorsale), dal lato interno e da quello esterno.
Lettura morfologica e trattamento
Il riflessologo, in prima battuta guarda i piedi della persona per valutare in modo rigoroso da dove abbia origine una sofferenza. Valuta se nelle zone riflesse dei vari organi e visceri si notano rughe e solchi, oppure se, sfiorando il dorso dei piedi lungo il percorso del meridiano di agopuntura per esempio della cistifellea, viene accusato un dolore acuto. Sulla base di tali riscontri, unitamente ad altri, si inizia il trattamento.
Come avviene nel dettaglio
Il trattamento di riflessologia del piede ha, in genere, una durata variabile dai 40 ai 50 minuti a seconda della problematica cui ci si trova di fronte. La persona viene invitata a sdraiarsi comodamente sul lettino, vestita e, ovviamente a piedi nudi. Il massaggio può variare per intensità e modalità di esecuzione. Anche durante lo stesso trattamento il riflessologo può decidere di cambiare il tipo di massaggio, per esempio dal lento al veloce, oppure dal profondo e leggero. Nel corso della manipolazione, infatti, i piedi si modificano, si tonificano, si rilassano, si ammorbidiscono ecc. A ogni loro mutamento è necessario modificare la modalità del massaggio.
Concentriamoci sui nostri piedi
Se avvertiamo un dolore acuto in alcune parti del corpo possiamo consultare la mappa dei punti riflessi dei piedi e procedere all’auto-trattamento. Premiamo il punto, senza massaggiare, applicando una forte pressione fino a quando sentiamo che il dolore – sia nel corpo sia nel piede – diminuisce lentamente. Spesso scompare per alcune ore, il tempo necessario per rivolgersi al terapista o al medico.
Un racconto che parla di noi
La Riflessologia studia tutto quanto riguarda il piede, legge attraverso questa area circoscritta gli atteggiamenti innaturali, i disagi che il corpo somatizza.
Somatizzare significa, in effetti, rendere manifesto qualcosa di inespresso, qualcosa che nasce dai nostri pensieri, che insieme ad altri elementi, provenienti sia dall’interno che dall’esterno dell’organismo, contribuiscono a sviluppare condizioni di sofferenza. Il piede racconta il vissuto e il vivendo della persona, come un libro aperto, dove tutto quanto viene registrato.
Le verifiche dei nostri recenti studi ci hanno permesso di comprendere come non solo i segni (rughe, solchi, calli) ma anche le forme stesse dei piedi siano elementi fondamentali per sapere come agire in modo corretto per massaggiare i piedi e quindi, attraverso i piedi, la persona.
Daniela Roccatello, fondatrice del centro Ripra, Milano
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