Discipline olistiche
Rimettiamo l’energia in carreggiata
L’osteofluidica craniosacrale permette di allentare le “catene” che imprigionano la nostra energia vitale, dando nuova linfa al percorso di autoguarigione.
E’ tutta una questione di delicati equilibri: se ripristiniamo il corso naturale dell’energia all’interno del nostro corpo ne trarremo un enorme giovamento e gestiremo al meglio tutte le disarmonie che ci affliggono quotidianamente. Un buon punto di partenza per ottenere questi risultati è l’osteofluidica craniosacrale, trattamento olistico ideato da Maurice Poyet in grado di restituire all’organismo le sue capacità intrinseche di autoriparazione e autoguarigione. E se si intraprende un cammino di autoguarigione, i traumi subiti nella vita, invece che diventare un peso opprimente, possono trasformarsi in forza e potenziale.
Toccare i tasti giusti
Tutte le aree del corpo e della mente sono connesse tramite una rete energetica e grazie al movimento fluidico. Qualsiasi trauma o evento stressante accada nel corso della vita, il “colpo” viene trasmesso in maniera psicosomatica. Di conseguenza, avviene una reazione globale da parte dell’intero organismo.
L’osteofluidica permette, toccando i tasti giusti della zona sacrale, di inviare precise informazioni energetico-riequilibranti a tutta la colonna vertebrale fino al cranio. Tramite il cranio poi, proprio come fosse lo schermo di un computer, è possibile controllare gli effetti del trattamento. Ciò avviene attraverso l’ascolto tattile della zona craniale.
Il fulcro è l’osso sacro
La rete energetica presente all’interno di ogni organismo si esprime in pulsazioni. Per mezzo dell’ascolto tattile che avviene durante le sedute di osteofluidica, la mano attenta del professionista è in grado di ascoltare tali pulsazioni. In questo modo, egli sarà anche in grado di capire dove il movimento fluidico è stato interrotto.
Una volta individuati i punti in cui lo stress si è maggiormente accumulato, è possibile comporre un piano d’azione partendo dalla liberazione energetica dei meridiani; dopo questo passaggio, la seduta di osteofluidica potrà procedere con le stimolazioni riflessogene leggere. Principalmente, l’approccio avviene sull’osso sacro, che appunto è il fulcro energetico maggiore. Ma continua poi per tutto l’asse centrale, con effetto su tutte le vertebre dal coccige al cranio.
I fluidi tornano a pulsare
Tramite le sedute di osteofluidica craniosacrale, è possibile dunque riattivare il corretto sistema di pulsazione dei fluidi, dialogando con l’organismo nel modo giusto. Il professionista di osteofluidica, durante il trattamento, metterà in atto un processo informazionale, dove appunto “informerà” il corpo della possibilità di riequilibrarsi in maniera naturale.
Sostanzialmente, insegnerà al paziente e al suo corpo ad auto-liberare la circolazione dell’energia, laddove è stata interrotta dagli eventi traumatici e dai periodi di grande stress che si susseguono durante il corso della vita.
Fabio Rizzo, massofisioterapiasta, osteopata e kinesiologo
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Craniosacrale -
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