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Il vero benessere è alla nostra portata

Da vent’anni punto di riferimento del mondo olistico italiano, Davide Monguzzi ci racconta la sua esperienza tra passato, presente e futuro.

In ambito olistico, sono tante le persone che, nel corso degli anni, si sono distinte per passione, entusiasmo e lungimiranza. In Italia, Davide Monguzzi (nella foto insieme al maestro di yoga Antonio Nuzzo) rappresenta un pioniere per quanto riguarda un approccio di larghe vedute alla salute e al benessere in generale. Stimato e apprezzato da chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo nel suo cammino, oggi Davide continua a offrire la sua esperienza e a dispensare consigli a chi voglia fare parte della mappa olistica più completa in circolazione. Lo abbiamo incontrato per una chiacchierata a ruota libera.

Come e quando è iniziata l’avventura di Olistic Map?
Sono passati vent’anni da quando un giorno, passeggiando con Gabriella, è nata l’idea di fondare OlisticMap. Era in dolce attesa e mi parlava della difficoltà di trovare un centro dove fare yoga in gravidanza e io, sconcertato, dissi: “Caspita, ogni volta che si cerca un riferimento in questo settore non è semplice orientarsi, ci vorrebbe una mappa ben organizzata dove raccogliere tutte queste informazioni”. Nacque così l’idea di fondare una mappa olistica nazionale che rendesse semplice navigare in questo mare magnum. Fu subito tutto molto chiaro, esposi l’idea a Gabriella e lei mi rispose: FACCIAMOLA!
Così nacque OM OlisticMap, la mappa delle discipline olistiche per la salute e il benessere naturale.

Le tue precedenti esperienze lavorative sono state nell’ambito del mondo della grafica e dell’informatica. Ci sono stati momenti in cui hai pensato che, tutto sommato, sarebbe stato meglio proseguire in quella direzione?
L’esperienza nel campo della grafica, dell’informatica e della tecnologia digitale è stata preziosa sia per me sia per Gabriella, ci ha permesso di conoscere e di muoverci con disinvoltura nell’ambito della comunicazione e di stare al passo con l’evoluzione del web. Non ho mai pensato neanche per un attimo di tornare sui miei passi, ringrazio le esperienze passate ma sono felice di dedicarmi a tempo pieno a un settore che amo e al quale voglio offrire tutta la mia passione ed esperienza.

Tua moglie Gabriella ti accompagna da sempre in questo percorso: quanto ti ha aiutato il suo supporto nel proseguire nella tua attività?
Gabriella è stata l’ispiratrice del progetto e quando iniziammo l’avventura, grazie alle sue competenze informatiche e alle mie competenze grafiche, non fu difficile realizzare la prima edizione di OlisticMap. Nel tempo i nostri ruoli sono sempre stati complementari: lei è più portata per la parte tecnologica e digitale, io per gli aspetti del marketing e della comunicazione. Così ciascuno si occupa del suo e non entriamo in collisione.
Certo, lavorare insieme non è stato sempre facile ma con una buona dose di pazienza e di tolleranza ce la siamo cavata e debbo dire che senza di lei e il suo prezioso sostegno non credo ce l’avrei fatta. Nel tempo Gabriella ha esteso la sua competenza divenendo giornalista e fondando la testata giornalistica OlisticNews e completando la formazione di yoga.

Rimaniamo sul tema “yoga”. Nella tua formazione personale si è aggiunto recentemente un tassello importante: ne vuoi parlare?
Ho dedicato gli ultimi anni ad approfondire la conoscenza dello Yoga e della cultura indo-vedica con due maestri di grandissima esperienza, riconosciuti e stimati a livello internazionale – Antonio Nuzzo e Willy Van Lysebeth – e con il professore Gianni Pellegrini, docente di Filosofie e Religioni dell’India a dell’Asia Centrale e di Lingua e letteratura sanscrita. Avevo già praticato yoga in gioventù, ma questo percorso mi ha permesso di comprendere più profondamente l’immensa potenzialità di questa via di trasformazione spirituale.
È straordinario come i principi dello yoga possano aiutarci nella comprensione delle dinamiche che stanno alla base della nostra sofferenza e ci forniscano gli strumenti per condurre un’esistenza più libera e realizzata. Lo yoga ci aiuta ad avere una mente meno reattiva e più ricettiva, a sviluppare una visione d’insieme che ci consente di liberarci dai condizionamenti.
A patto però di considerare lo yoga nella sua accezione più profonda, fondato sulla conoscenza e sulla pratica, e di non limitarsi a uno yoga ginnico superficiale.

Quali sono stati i momenti più belli che hai vissuto in ambito olistico? Ci sono stati dei festival che hanno avuto per te un significato speciale?  Foto Olis
L’esperienza è stata tutta d’un fiato, ho l’impressione che questi ultimi vent’anni siano volati fra un progetto e l’altro, un evento, un festival, una fiera, immersi in un tripudio di amicizie, conoscenze, progetti, avventure. OlisticMap è stata per me una grande opportunità per conoscere questo modo dall’interno, da vicino.
Non saprei stilare una classifica fra tutti gli eventi, certo la prima edizione di OlisFestival Milano fu indimenticabile perché mi diede l’occasione di invitare quasi tutti i contatti che avevo conosciuto e stimato sino a quel momento: associazioni, comunità, centri, scuole, medici, scienziati, ricercatori, insegnanti, editori e molto altro. L’occasione fu propizia per iniziare a fare chiarezza e favorire un dialogo costruttivo fra i rappresentanti del mondo olistico e gli esponenti del mondo medico scientifico.

Quali ritieni siano le discipline olistiche oggi più “utili” in un momento così particolare?
Viviamo in un periodo dominato dall’ansia, dalla paura, dalla separazione, dal conflitto ma sono tutte cose che accadono all’esterno, quindi tutte le pratiche/tecniche che ci riportano a un momento di raccoglimento interiore, a uno stato di pacificazione, di armonia sono molto consigliabili.
Quasi tutte le discipline olistiche, se praticate con cura e serietà, ci educano al sentire, all’ascolto profondo, a staccare la mente da pensieri ossessivi, al rilassamento, alla riconnessione con noi stessi. Penso che in ogni momento sia fondamentale ritagliarsi uno spazio per coltivare queste attitudini che ci aiutano a mantenere equilibrio e centratura.

In base alla tua esperienza ritieni che un approccio olistico al benessere apporti davvero dei benefici a livello fisico, mentale ed energetico?
Non ho dubbi al proposito, l’approccio olistico, oltre ad offrire un benessere a livello fisico, mentale ed energetico, produce una crescita nella consapevolezza, nella conoscenza di sé che fa sì che questi risultati rimangano stabili nel tempo. Questo è l’aspetto più importante: se aumenta la mia capacità di osservare, di sentire, la mia sensibilità, la mia attenzione ne trarranno beneficio tutti gli aspetti della mia vita, relazioni, stile di vita, alimentazione, lavoro e non ultimo salute.

 

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